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Vendita Isca, in campo il ministero mentre La Grande Onda chiede il vincolo archeologico

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“In relazione all’esercizio del diritto di prelazione per l’acquisto dell’isola di Isca, si comunica che la scrivente direzione si è attivata per i necessari approfondimenti del caso”. È quanto si legge nella nota che il direttore generale del ministero della Transizione ecologica, Carlo Zaghi, ha inviato al presidente del Consorzio di gestione dell’Area marina protetta di Punta Campanella, Lucio Cacace. Dal dicastero di via Cristoforo Colombo si chiarisce che “sarà fornito riscontro tenendo conto della scadenza fissata al 13 gennaio 2022, ovvero nel termine di tre mesi dalla notifica del contratto preliminare di vendita sottoposto a condizione sospensiva”, vale a dire la data entro la quale si può far valere il diritto di prelazione.

Il Parco Marino si è attivato nei tempi e nei modi corretti e sta provando a esercitare il diritto di prelazione previsto dalla legge 394 del 1991. È l’ Ente deputato a farlo, se si esclude lo Stato, nel caso sia ravvisato un interesse storico, archeologico e artistico sul sito. La cifra di 10,5 milioni di euro necessaria per acquisire l’isolotto è, però, molto elevata e non è nelle disponibilità finanziarie dell’Ente che, per questo, ha prontamente informato il ministero della Transizione Ecologica.

“La volontà del Parco, sin dal primo momento, è stata quella di provare a esercitare il diritto di prelazione, anche se siamo consapevoli dell’oggettiva complessità dell’affare – dichiara Lucio Cacace, presidente dell’Amp Punta Campanella -. Fa sicuramente piacere che alcune associazioni territoriali stiano seguendo, appoggiando e sostenendo il Parco marino in questo difficile tentativo. Ribadiamo che l’Amp si è già attivata da settimane e che è l’Ente che ha il diritto di prelazione. Ci avrebbe fatto piacere, quindi, un confronto con queste associazioni per fornire informazioni sulla vicenda. Una cosa è certa: la salvaguardia del sito non sarà messa in pericolo, al di là di chi sarà il proprietario”, conclude Cacace che domani interverrà sulla questione anche attraverso i microfoni di Rai Radio Uno.

L’Amp Punta Campanella, infatti, ha precisato ai possibili acquirenti, sin dall’iizio, che in nessun caso la tutela dell’Isca e del mare prospiciente sarà messa in discussione da operazioni speculative. E ha trovato l’assenso e la piena disponibilità degli imprenditori interessati all’acquisto. È infatti il regolamento del Parco, e non la proprietà dell’isolotto, a definire e delimitare le attività consentite e quelle vietate per evitare di arrecare danni al patrimonio naturalistico dell’Isca e del mare, zona B di riserva generale dell’Amp.

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Del resto, cosi è sempre avvenuto dal 1997 ad oggi, e cioè sin dall’Istituzione dell’Amp che in questi 24 anni ha visto l’Isca proprietà degli eredi di De Filippo. Ciò non ha impedito una corretta gestione della salvaguardia del sito e una collaborazione tra Ente pubblico e soggetto privato che è culminata, negli anni passati, con il monitoraggio del Gabbiano Corso effettuato direttamente sull’isolotto.

In attesa di ulteriori risposte degli Enti informati e ai quali è stata indirizzata la richiesta di finanziamento, l’Amp si è quindi cautelata per garantire la tutela del sito. Anche nel caso in cui l’isolotto resti in mani private, la priorità sarà, come è sempre stato finora, quella di garantire la salvaguardia del patrimonio naturalistico dell’Isca e del mare prospiciente.

Nel frattempo, come accennato dallo stesso presidente Cacace, si registrano anche ulteriori iniziative nel tentativo di bloccare la vendita dell’isola de l’Isca. Ricordiamo, infatti, che l’operazione che potrebbe portare al passaggio di mano dello scoglio che si erge tra i golfi di Napoli e Salerno davanti al Fiordo di Crapolla, negli ultimi giorni è stata apertamente osteggiata dal sindaco di Massa Lubrense, che ha chiesto l’intervento dei ministri della Cultura, Dario Franceschini e della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, perché esercitassero il diritto di prelazione. Ed ora almeno è certo che l’ex ministero dell’Ambiente si sta interessando alla vicenda.

Contro la vendita si sono schierate anche alcune associazioni del territorio. Tra queste c’è La Grande Onda. Proprio dal sodalizio ambientalista presieduto da Laura Cuomo è partita in questi giorni la richiesta ai responsabili della Soprintendenza, in qualità di rappresentanti sul territorio del ministero per i Beni culturali, di apporre il vincolo archeologico sull’isolotto. “Tenuto conto che l’isola d’Isca in Massa Lubrense custodisce un importante patrimonio archeologico di epoca romana – si nella lettera inviata a Teresa Elena Cinquantaquattro ed a Luca Di Franco – minuziosamente descritto nel volume di Mingazzini e Pfister “Forma Italie – Latinum ed Campania (Sansoni Editore), con la presente l’Associazione La Grande Onda richiede che l’isola venga sottoposta a vincolo archeologico”.

L’apposizione del vincolo rappresenterebbe una maggiore tutela per l’isola con ulteriori paletti all’edificabilità ed al suo utilizzo. Ricordiamo che a mettere in vendita l’Isca sono gli eredi di Luca De Filippo, che a sua volta l’aveva ricevuta come lascito dal padre, il grande attore e drammaturgo Eduardo, che, dopo averla acquistata a metà degli anni Quaranta del secolo scorso, l’aveva eletta a suo buen retiro. Nel ruolo di compratori i titolari dell’Antica Sartoria di Positano, Giacomo Cinque e Riccardo Ruggiti, per un’operazione da 10 milioni e 500mila euro.

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