Veicoli con targa polacca, arriva la stretta contro le truffe

Il governo di Varsavia si rende finalmente conto della truffa delle targhe polacche attuata in Italia, soprattutto nel Napoletano, e decide di tutelare i suoi cittadini prendendo provvedimenti. Com’era prevedibile, adesso le conseguenze rischiano di ricadere sui tanti che nel nostro Pese hanno aderito a questo stratagemma nel tentativo di risparmiare sull’assicurazione.

Il Pbuk, l’ente che in Polonia anticipa i risarcimenti per gli incidenti causati all’estero da veicoli non assicurati targati PL, ha annunciato in una nota ufficiale di aver già avviato circa cento azioni legali per recuperare le somme versate negli ultimi anni.

In base ai dati diffusi dall’ente, i sinistri avvenuti in Italia e imputabili a veicoli con targa polacca sono passati dai 514 nel 2024 ai circa 1.300 nel 2025, con risarcimenti saliti da 1,6 a 4,3 milioni di euro, pari ad un aumento del 167% in un solo anno.

Le richieste di risarcimento non si limiteranno alle agenzie che gestiscono le reimmatricolazioni (spesso società con capitali minimi, pronte a sparire o a fallire) ma potrebbero coinvolgere anche i conducenti e chi risulta locatario del veicolo con contratti di noleggio a lungo termine. Per un automobilista italiano significa un rischio molto concreto: ricevere una richiesta di risarcimento diretta da un ente polacco, anche per un incidente di qualche anno fa.

Non solo. C’è anche un secondo rischio altrettanto concreto, legato alla struttura stessa dell’operazione: quello di vedersi confiscare l’auto. Dopo la reimmatricolazione il veicolo risulta intestato ad una società polacca, mentre chi lo usa ogni giorno resta, sulla carta, solo un locatario. Se l’agenzia fallisce, cessa l’attività o smette semplicemente di rispondere, il proprietario originario può trovarsi senza alcun documento che attesti il suo diritto sul mezzo, anche se è stato lui a comprarlo e ad usarlo per anni.

Sul fronte italiano, polizia e Guardia di finanza a Napoli e provincia hanno intensificato i controlli sui veicoli con targhe estere, verificando in particolare se il contratto di noleggio dichiarato esista davvero e se il mezzo sia stato iscritto al registro Reve, obbligatorio quando un mezzo estero viene usato da un residente per più di 30 giorni. Le sanzioni per l’uso irregolare delle targhe vanno da 2.046 a 8.186 euro, a cui si possono aggiungere il fermo amministrativo del veicolo, il divieto di ulteriore circolazione e, nei casi più gravi o di recidiva, il sequestro.

E Varsavia intende mettere in atto un’ulteriore stretta. Il ministero delle Infrastrutture sta preparando una norma che obbligherà a documentare con fotografie ogni revisione tecnica, per certificare che il veicolo si trovi davvero in un’officina polacca al momento del controllo: una misura pensata proprio per chiudere la scappatoia usata finora da chi non ha mai portato fisicamente l’auto in Polonia.

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