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Turismo. Cancellati i voli, niente britannici a Sorrento

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“Eravamo convinti che il 2021 sarebbe stato l’anno della ripresa, invece è un altro anno difficile, forse anche più difficile del 2020”. Gino Acampora è uno dei maggiori agenti di viaggio della Campania grazie anche al rapporto che lo lega a Tui, tour operator tra i primi gruppi al mondo. Allo stesso tempo è anche apprezzato albergatore visto che con la sua famiglia è proprietario di una catena di alberghi in penisola sorrentina ed anche di una struttura di Palinuro. Duplice ruolo che lo colloca in una posizione privilegiata per analizzare il complicato momento vissuto dal turismo a livello regionale e nazionale. Questa l’intervista rilasciata a Il Mattino.

Nei giorni scorsi si registrava un clima di cauto ottimismo in vista della stagione ormai alle porte, cosa è cambiato?
“Anche noi operatori eravamo convinti di una ripresa a partire da luglio, poi l’espandersi della variante Delta del virus nel Regno Unito ed il successivo spostamento di un mese da parte del governo britannico della decisione sulle località da inserire sul libero accesso ai viaggi, ha stravolto i piani. Come se non bastasse è arrivato l’ultimo provvedimento del ministro della Salute italiano, Roberto Speranza, che impone i 5 giorni di quarantena per chi arriva dai Paesi britannici che ha fatto ancora di più peggiorare la situazione”.

Da sempre i turisti d’Oltremanica rappresentano il principale mercato per Sorrento e per molte località campane. Stanno arrivando disdette?
“Purtroppo si. I più importanti tour operator britannici avevano programmato la ripartenza dei voli charter su Napoli a partire dal 25 giugno, sono stati costretti a cancellare ed è stato un gran peccato perché i segnali a livello di prenotazioni erano incoraggianti”.

Quindi per quanto riguarda gli arrivi dal Regno Unito la stagione è compromessa?
“I prossimi arrivi, al momento, sono programmati per fine luglio, ma potrebbero slittare ancora. La speranza è che da settembre la variante Delta, che tanto allarma i britannici e che ora comincia a far paura anche da noi, venga superata e consenta di riprendere i viaggi allungando la stagione fino a dicembre”.

Invece per i flussi provenienti da altre zone?
“Ci sono gli americani, altra clientela in crescita continua negli anni scorsi. Ma anche per loro ci sono problemi. Hanno previsto alcuni voli Covid free ma i numeri delle partenze sono veramente esigui”.

Dal primo luglio arriva il green pass europeo che renderà gli spostamenti più agevoli. Non crede che i turisti del Vecchio Continente e gli italiani possano compensare i mancati arrivi di britannici ed americani?
“Una compensazione che può essere solo parziale. I numeri, sia per arrivi che per presenze, che garantiscono inglesi ed americani non sono comparabili con quelli degli italiani e di altre nazionalità europee. Per numero di giorni e capacità di spesa siamo su due piani nettamente diversi. Gli inglesi rimangono da noi almeno sette giorni, gli italiani al massimo un fine settimana, gli americani vivono il territorio e le sue eccellenze, dalle escursioni ai ristoranti stellati. In ogni caso è fondamentale la ripresa dei voli internazionali su Napoli”.

Al momento quali sono le prospettive per la stagione?
“Previsioni certe non se ne possono fare, ma il quadro è nel complesso negativo. Gli hotel sono al 20-30% delle camere occupate e questo è il trend attuale delle prenotazioni. Ci potrebbe una fiammata di arrivi ad agosto. L’unica speranza è di allungare la stagione”.

Un disastro dal punto di vista economico.
“Proprio così. Anche perché c’è un eccesso di offerta rispetto alla domanda. Questo sta determinando una progressiva riduzione dei prezzi. Un calo che, una volta consolidato, sarà difficile riportare alla fase pre-crisi. Siamo riusciti a valorizzare, attraverso i prezzi, la qualità dei servizi offerti in un tempo abbastanza lungo. Una volta tornati indietro sarà difficile tornare al recente passato”.

Nonostante le difficoltà gli alberghi sono aperti?
“Molti hanno deciso di aprire comunque per farsi trovare pronti in occasione dell’auspicata ripresa del mercato e soprattutto per assicurare occupazione ai nostri collaboratori che consideriamo persone di famiglia. Anche quelli del nostro gruppo per il primo luglio saranno tutti aperti”.