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Stupro della turista a Meta, pene ridotte per gli imputati

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La fecero ubriacare, servendole diversi drink, ma non è emerso con certezza che le avessero anche fatto assumere della droga per intontirla e violentarla. Per questo motivo in appello i giudici hanno escluso l’aggravante, e di conseguenza ridotto la pena, per i cinque ed dipendenti dell’hotel Alimuri di Meta che hanno abusato, in gruppo, di una turista britannica di 50 anni. I fatti risalgono all’ottobre 2016, la donna era in vacanza in costiera, con la figlia, che quella sera tornò in stanza da sola perché non si sentiva bene.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti i cinque, hanno violentato la donna facendo video e foto durante lo stupro; le immagini erano poi circolate sulle chat in cui si vantavano di quanto fatto. La 50enne aveva sporto denuncia una volta tornata a casa, nel Kent, dove è stata visitata ed accertate lesioni compatibili con una violenza sessuale. Inoltre tra settembre e dicembre 2016 nei suoi capelli sono state rinvenute tracce di droga. Proprio questo particolare aveva portato i giudici di primo grado a una condanna più pesante, ritenendo appunto che, oltre all’alcol, la donna avesse assunto a sua insaputa la cosiddetta “droga dello stupro”.

Il Tribunale di Torre Annunziata aveva condannato a 9 anni Gennaro Gargiulo, a 8 anni Antonio Miniero e Fabio De Virgilio, a 7 anni Francesco D’Antonio ed a 4 anni di reclusione Raffaele Regio (per gli ultimi due era stata esclusa l’aggravante perché, non lavorando al bar, avrebbero potuto non sapere della droga nei cocktail). I giudici della V sezione penale della Corte d’Appello, invece, hanno ritenuto l’aggravante della somministrazione di droga non sussistente in quanto le tracce dello stupefacente sono state ritrovate soltanto nel capello, esaminato diverso tempo dopo dal fatto, e non nelle urine della vittima, e non è quindi possibile stabilire con certezza che sia stata somministrata dagli imputati. In secondo grado le condanne sono state ridotte: 4 anni per D’Antonio, Miniero e De Virgilio, 4 anni e otto mesi per Gargiulo e 3 anni per Regio.

I cinque sono attualmente tutti ai domiciliari, a breve potranno tornare in libertà. Gli avvocati della difesa sarebbero intenzionati a ricorrere in Cassazione, con l’obiettivo di provare l’innocenza dei cinque, che hanno sempre sostenuto che, almeno all’inizio, la donna fosse consenziente. Prepara il ricorso anche il legale che assiste la vittima il quale ritiene che, anche se il prelievo tardivo dei campioni ha comportato l’esclusione dell’aggravante, è stato comunque acclarato che i rapporti venivano praticati in presenza di una condizione di incapacità psicofisica della turista, che in quel momento era priva di determinarsi con coscienza e volontà.