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Stangata d’autunno, la classifica degli aumenti

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L’unione nazionale consumatori ha stilato la classifica dei rincari elaborando i dati Istat. Un elenco delle stangate che comporta aumenti di spesa annua di migliaia di euro per le famiglie italiane. Nella top 30 degli aumenti di settembre, al primo posto, ci sono i voli internazionali saliti del 118,3% rispetto a settembre 2021. Sul podio seguono, l’energia elettrica (libero più mercato tutelato), più che raddoppiata in un anno con +103,4%. Al terzo posto il gas naturale e di città con +63,7%.

I dati elaborati dall’Unione nazionale consumatori disegnano un quadro allarmante, mentre Confcommercio prevede una cambio delle abitudini significativo e la riduzione dei consumi, partendo proprio dai beni di prima necessità. Lo conferma il resto della graduatoria.

Al 4° posto c’è l’olio diverso da quello di oliva con +60,5% che prevale tra i prodotti alimentari. Seguono Gpl e metano (+46,4%) e gasolio per riscaldamento (+43,7%). Al 7° posto il burro (+38,1%), seguito dalla margarina che con +26,5% si colloca sul gradino più basso del podio per il cibo, e dal riso (+26,4%). Chiude la top ten generale il latte conservato (+24,5%), tra gli alimentari.

Si segnalano poi la farina ( +24,2%), la pasta (fresca, secca e preparati di pasta) con +21,6%, il gasolio per mezzi di trasporto ( +19,8%), lo zucchero ( +18,4%), gli alberghi, motel, pensioni e simili che con +18,3% rispetto alla scorsa estate sono al sedicesimo posto della classifica generale ma al 1° posto per le voci legate alle ferie, tolti i trasporti e limitandosi alle vere voci tipicamente legate alle vacanze e all’estate, ossia alle divisioni di spesa ricreazione, spettacoli e cultura e servizi ricettivi e di ristorazione.

Dopo i gelati (+18,2%), chiudono la top 20 i vegetali freschi con +16,7%. Per il cibo, poi, si segnalano le uova (+16,6%), pollame (+16,5%), latte fresco parzialmente scremato (+15,3%) e il pane (+14,6%). Chiudono la top 20 degli alimentari le acque minerali con +12,9%. “È necessario un nuovo bonus per le famiglie di 600 euro – spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – così da coprire almeno i rincari dei prodotti alimentari, che essendo saliti dell’11,8% determinano una maggior spesa pari in media a 665 euro in più su base annua».

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