Sorrento. Sequestrati i mezzi per il rifacimento dell’asfalto

Sequestrati i mezzi impegnati nella posa dell’asfalto lungo le strade di Sorrento. L’altra sera gli operai di una ditta con sede nel Vesuviano, aggiudicataria dell’appalto per la manutenzione assegnato dal Comune costiero, erano impegnati nel rifacimento del tappetino lungo via Rota, l’arteria che raggiunge il confine con Sant’Agnello, nella parte della riviera.

A presidiare l’area di cantiere solo due movieri che si occupavano di gestire la circolazione a senso unico alternato man mano che i macchinari avanzavano. Di fatto, quindi, la strada non era interdetta al transito veicolare e nemmeno a quello pedonale.

Nel corso delle attività i poliziotti del commissariato sorrentino hanno eseguito una serie di controlli per verificare che le operazioni si svolgessero nel rispetto delle normative. In particolare l’attenzione degli agenti della squadra Volanti agli ordini dell’ispettore Gaetano Starace e coordinati dal vice questore Alfredo Petriccione si è concentrata sui mezzi utilizzati per il posizionamento del nuovo manto stradale.

È stato così accertato che tanto la finitrice (il macchinario che distribuisce l’asfalto sulla carreggiata in modo uniforme), quanto il rullo compattatore utilizzato per pressare e far aderire al meglio il tappetino, erano privi di targa e di libretto di circolazione e non erano neanche provvisti di copertura assicurativa.

In sostanza si tratta di mezzi che possono essere utilizzati in cantieri interdetti al traffico ed al passaggio di pedoni, ma non in strade dove avviene il transito, sebbene a senso unico alternato. Per questo i due veicoli sono stati posti sotto sequestro da parte dei poliziotti.

Una tegola pesante non solo per la ditta, ma anche per gli automobilisti di Sorrento e dintorni considerato che l’impresa, una volta ultimati i lavori in via Rota, avrebbe dovuto eseguire le medesime attività lungo via Capo, strada che congiunge Sorrento a Massa Lubrense e che oggi è al limite della praticabilità a causa delle numerose buche presenti.

L’immagine in alto è di repertorio.

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