Cinque anni di carcere: è la condanna inflitta a un trentottenne di Qualiano, autore di un raggiro ai danni di un’anziana della penisola sorrentina. La vicenda risale allo scorso maggio e la vittima è una donna di 89 anni. L’uomo, spacciandosi per carabiniere, aveva tentato di convincere la donna a farsi consegnare soldi e oggetti preziosi. Come? Informandola del fatto che, a Castellammare di Stabia, era stato messo a segno un furto utilizzando un’auto avente la stessa targa della vettura dell’anziana. Una notizia falsa, evidentemente.
I giudici del Tribunale di Torre Annunziata hanno condannato a cinque anni di reclusione il malvivente, che risponde del reato di rapina. La donna si è costituita parte civile nel processo ed è difesa dagli avvocati Giovanbattista Pane e Guido Di Nola. Ignoti, ad oggi, i complici del truffatore a cui tuttora gli investigatori danno la caccia. Decisivo il lavoro dei carabinieri di Sorrento che, con grande competenza ed agli ordini del comandante Tommaso Canino e coordinati dal capitano Mario Gioia, hanno effettuato tutti gli accertamenti.
Tutto inizia quando il trentottenne decide di attuare il suo tentativo di truffa. Così sceglie di avvicinare il suo bersaglio, l’ottantanovenne. Prima la contatta al telefono: nella conversazione, informa la donna di essere un militare in servizio presso la caserma dell’Arma di Sorrento e che, dettaglio in più, è un caro amico del figlio. Due fake news sfoderate per ottenere fiducia dalla signora.
Successivamente, raggiunge la donna a casa sua e attua la fase due del proprio piano criminale. L’uomo dice alla donna che a Castellammare di Stabia erano in corso indagini per risalire all’identità di alcuni ladri. Aggiunge che la banda aveva utilizzato un’auto che riportava il numero di targa della vettura di proprietà dell’anziana. In più, il finto carabiniere rincara la dose affermando che il figlio della donna era già in caserma per fornire dei chiarimenti. A questo, il truffatore preannuncia una imminente perquisizione domiciliare con l’obiettivo di recuperare la refurtiva del furto, cioè soldi in contanti e monili.
Il trentottenne non si fa impietosire dalle condizioni della donna e addirittura minaccia la vittima: le dice che senza collaborazione avrebbe messo a soqquadro la casa, distruggendo tutto. Così, come ricostruito dalla Procura di Torre Annunziata, si appropria di tutto ciò che trova: soldi e oggetti preziosi dal peso complessivo di due chili.
L’anziana, subito il raid del finto carabiniere, denuncia tutto. Ovviamente non c’è mai stato un furto, né il figlio era nei guai. Tutta una messinscena. Sporta denuncia ai carabinieri, quelli veri, le indagini conducono all’identikit del trentottenne: si tratta di un malfattore originario di Qualiano, fermato dai militari e ieri condannato a cinque anni di reclusione, per rapina.
Un risultato importantissimo che ha visto i carabinieri di Sorrento svolgere in modo egregio il proprio lavoro. Il processo si è concluso con la soddisfazione della parte offesa, rappresentata dagli avvocati Pane e Di Nola mentre sul territorio proseguono le indagini per individuare i complici del trentottenne.






