nei giorni scorsi l’ex consigliere comunale di Sorrento, Ivan Gargiulo, ha lanciato una provocazione: “Non presentiamo le liste per le elezioni così da rinviare il voto ad ottobre”. Idea che non è stata condivisa da Ferdinando Pinto, ad oggi l’unico candidato sindaco ufficiale.

“Dico le cose come stanno: questa proposta è una bestialità giuridica ed è politicamente inaccettabile – replica all’iniziativa di Gargiulo -. Non esiste una norma o un meccanismo che permetta di rinviare il voto di pochi mesi e, soprattutto, non eviterebbe in alcun modo un eventuale scioglimento deciso dal Consiglio dei Ministri. La realtà è molto più semplice: o si vota adesso, o si voterà tra un anno o addirittura tra due anni. Chi propone il rinvio, nei fatti, sta chiedendo il prolungamento del commissariamento. Abbiano almeno il coraggio di dirlo chiaramente alla città”.
Nel frattempo Pinto continua nella sua campagna per “l’unica battaglia che conta: evitare che Sorrento venga commissariata per motivi legati alla criminalità organizzata, per restituire dignità alla nostra comunità”. E chiarisce: “Non lo faccio per diventare sindaco. Lo faccio perché credo fermamente che sia giusto e necessario andare al voto. È una battaglia di democrazia”.

Poi un richiamo alla politica locale. “Gli altri candidati restano in silenzio, nella speranza che qualcun altro faccia il lavoro al posto loro – la stoccata di Pinto -. Altri ancora aspettano e si nascondono. Noi invece continuiamo con il coraggio che nessuno può disconoscerci”.
Infine l’annuncio: “Già entro il fine settimana predisporremo le liste e ci apriremo al confronto con chiunque voglia sposare il nostro progetto. Contemporaneamente presenteremo i nomi del vice sindaco e dell’assessore alla Legalità della nostra futura amministrazione, qualora fossimo eletti. Sarà un segnale chiaro che non ammette alcun dubbio dei valori di legalità che intendiamo sposare. Sorrento merita chiarezza, coraggio e responsabilità. La nostra città ha il diritto di rialzarsi”, conclude.





