Paolo Pane, consigliere comunale e poi vice sindaco della passata amministrazione che ha guidato la città di Sorrento, ha scelto di non candidarsi in questa tornata elettorale.
Pubblichiamo di seguito il messaggio che ha voluto diffondere per spiegare ai sorrentini le ragioni della sua decisione:
Care concittadine, cari concittadini,
ci sono momenti nella vita pubblica di una città in cui il silenzio diventa necessario, e altri in cui parlare diventa un dovere. Credo che questo sia il tempo delle parole misurate, non per giustificare o per accusare, ma per provare a dare ordine e senso a una fase complessa della nostra storia recente.
Ho fatto parte dell’amministrazione che ha governato Sorrento nell’ultimo mandato, prima come consigliere comunale e poi come vice sindaco. Al di là delle vicende giudiziarie – che seguono e seguiranno il loro corso nelle sedi competenti – è evidente che quell’esperienza si è interrotta bruscamente, lasciando dietro di sé interrogativi profondi e una frattura evidente nel dibattito pubblico cittadino
Ma in democrazia la responsabilità politica non coincide mai perfettamente con quella penale. È più ampia, più sfumata, e riguarda la capacità di un gruppo dirigente di interpretare nel tempo le aspettative, le esigenze e anche le preoccupazioni di una comunità. Per questo sento il dovere di assumermi una parte di quella responsabilità, senza personalizzazioni, senza assoluzioni e senza processi sommari.
Allo stesso tempo, ritengo corretto riconoscere che l’azione amministrativa di quegli anni non è stata riducibile a un solo esito, né a un solo giudizio. Sono state realizzate iniziative, politiche e interventi che hanno prodotto risultati concreti e che fanno ormai parte del patrimonio amministrativo della città. Prenderne atto non significa difendere un’esperienza che si è conclusa, né negarne i limiti. Significa riconoscere che, come spesso accade nella vita pubblica, accanto agli errori vi sono stati anche tentativi sinceri di fare bene. È un riconoscimento che sento di rivolgere anche a chi ha condiviso con me quella stagione amministrativa, pur nella consapevolezza che oggi si apre una fase diversa e che occorre guardare avanti con uno spirito nuovo.
Per queste ragioni, ho deciso che non mi sarei candidato alle prossime elezioni comunali. È una scelta di opportunità istituzionale e di rispetto verso il momento che Sorrento sta attraversando, non un disimpegno dalla vita pubblica. In questa fase credo sia giusto lasciare spazio a percorsi nuovi, capaci di confrontarsi con le difficoltà presenti e con le aspettative della città.
Credo, inoltre, che questo momento richieda una riflessione comune, non solo da parte di chi ha avuto responsabilità di governo. Ogni comunità cresce davvero se cresce la sua cultura civica.
La politica si nutre di consenso, ma per generare vera evoluzione richiede cittadini consapevoli. Come ricordava Norberto Bobbio, «la democrazia vive di partecipazione, non di delega permanente»: non può reggersi solo sulla critica a distanza, ma si alimenta di chi accetta la sfida di fare la propria parte e di assumersi le proprie responsabilità.
Proprio in nome di questa consapevolezza e di questo senso del dovere, sento di chiedere scusa per come si è conclusa quella stagione amministrativa e per il silenzio che ho mantenuto in questi mesi, dalle dimissioni di massa a oggi. È stato un silenzio non facile, dettato anche dalla difficoltà personale di affrontare lo tsunami umano, politico e istituzionale che si è abbattuto in quei giorni sulla città e su chi aveva responsabilità pubbliche. Ho ritenuto allora che il rispetto per le istituzioni e per la comunità imponesse prudenza e misura. Oggi credo sia giusto accompagnare quel silenzio con parole meditate.
A Sorrento auguro di ritrovare serenità, confronto e partecipazione. Non attraverso contrapposizioni definitive, ma grazie al contributo responsabile di chi ha davvero a cuore il destino della nostra comunità.
Ai candidati a Sindaco ed al consiglio comunale, faccio i miei migliori auguri.
Con rispetto,
Paolo




