Ha ammesso di avere intascato mazzette pari a 215mila euro su appalti per lavori pubblici e servizi affidati dal Comune di Sorrento. È quanto l’ex sindaco Massimo Coppola, ha detto agli inquirenti nel corso di un interrogatorio risalente allo scorso mese di settembre, ora desecretato.
Lo rende noto il sito de Il Fatto Quotidiano. Alcuni mesi prima, il 20 maggio, l’ex primo cittadino era finito in manette sorpreso in un ristorante in compagnia dell’imprenditore che aveva versato una tangente per assicurarsi il servizio di refezione scolastica nelle scuole della città, e un altro indagato.
Appuntamento durante il quale sarebbe stata corrisposta una tangente di 6mila euro. Di questa somma 4.500 euro sono finiti direttamente nelle tasche di Coppola e gli altri 1.500 li avrebbe presi Francesco Di Maio, collaboratore del sindaco. Quest’ultimo venne immortalato nel bagno del ristorante dalle telecamere piazzate dai finanzieri mentre contava banconote.
I verbali dove Coppola fa le sue ammissioni sono sfociate nella predisposizione, da parte del gip di Torre Annunziata, Maria Concetta Criscuolo, degli interrogatori preventivi di 15 indagati previsti per il fine settimana. L’ex sindaco di Sorrento ha anche detto agli inquirenti (il sostituto procuratore Giuliano Schioppi della Procura oplontina guidata da Nunzio Fragliasso) di aver preso mazzette attraverso un altro indagato, Raffaele Guida, soprannominato “Lello il sensitivo” che faceva da collegamento con gli imprenditori.





