Sorrento. Il Wwf lancia l’allarme per i parassiti dei pini

“Nel Comune di Sorrento è stata documentata da tempo l’infestazione della Cocciniglia tartaruga ai danni degli esemplari di pino domestico vegetanti sul territorio comunale, in particolare nel Parco Ibsen. Tale parassita se non contrastato può rappresentare un pericoloso killer per le piante”. A lanciare l’allarme è il Wwf Terre del Tirreno.

Dopo i primi avvistamenti a Napoli già nel 2014, si sono registrati un numero crescente in maniera esponenziale di segnalazioni di Pini domestici aggrediti da questo pericoloso fitomizo che si nutre della linfa succhiandola direttamente dai vasi linfatici.

La Toumeyella parvicornis è un insetto appartenente all’Ordine degli Hemiptera Famiglia dei Coccidae, comunemente conosciuti come Cocciniglie. L’areale di infestazione si sta purtroppo allargando velocemente. In Campania la Cocciniglia tartaruga è stata ritrovata anche su altre specie ospiti, nella fattispecie Pinus halepensis (Pino d’Aleppo) e Pinus pinaster (Pino marittimo). Sintomi esterni molto evidenti sono la comparsa di nere fumaggini diffuse, impoverimento e deperimento della chioma, melate zuccherine.

L’insetto, che proviene dalla ecozona neartica, trae beneficio per il suo ciclo biologico dalle temperature miti, quindi dalle situazioni climatiche favorevoli delle nostre città. Lo studio portato avanti dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” non ha ad oggi rilevato efficaci predatori che ne controllino la popolazione. Si sta prendendo in esame l’effetto di riduzione della popolazione causato da un predatore, il Cryptolaemus montrouzieri, molto attivo sulla cocciniglia degli agrumi.

C’è da dire che la scienza agronomica ha messo a punto ulteriori soluzioni per sconfiggere il micidiale parassita sulle piante somministrando, tramite endoterapia, iniezioni di una molecola autorizzata dal ministero e dalla Regione, come previsto dal Decreto 3 giugno 2021 del ministero delle Politiche Agricole e Forestali che fa obbligo di contrastare il parassita che sta mettendo a rischio la sopravvivenza dei Pini domestici in tutta la Regione.

“È ormai sperimentato e documentato che è possibile contrastare e combattere la Toumeyella parvicornis: l’applicazione del trattamento garantisce un controllo per almeno due stagioni primaverili/estive del parassita – spiegano dal Wwf -. L’effetto del trattamento si traduce nella morte degli adulti e delle neanidi presenti, bloccando la produzione di melata ed eliminando progressivamente la precipitazione della stessa sulle superfici sottostanti la chioma delle alberature attaccate. Il trattamento garantisce i risultati indicati compatibilmente con la capacità di sopravvivenza degli esemplari arborei ad un attacco del parassita, ad esempio, nel caso di esemplari la cui chioma è compromessa per più del 80-90%, non si garantisce alcun risultato, poiché l’esemplare con buone probabilità non sarà in grado nel breve periodo, di resistere all’attività dannosa del parassita”.

L’eliminazione dei parassiti genera una importante e visibile ripresa dell’attività vegetativa. Anche l’associato fenomeno della “fumaggine” regredisce sensibilmente. La fumaggine è una sostanza grigia, che mescolata alla melata determina una colorazione grigiastra della chioma-riducendone anche la capacità fotosintetica a detrimento delle funzioni biologiche dell’albero e del tronco.

L’origine è fungina, poiché prodotta da un fungo afferente a generi come Capnodium, Clamediosporum, Antennariella, Alternaria, ecc., fungo che sfrutta l’albero come supporto fisico (chioma e aghi) e la produzione dei getti di resina e melata come nutrimento; ovviamente la produzione di secrezione resinosa e melata è a sua volta l’effetto principe del fitomizo cocciniglia tartaruga.

Il trattamento applicato in ragione del ciclo biologico dei parassiti, presenta una correlazione positiva e potenzialità molto elevate, come mostrano i risultati nella letteratura fitopatologica, con una percentuale di guarigione delle alberature statisticamente elevata, soprattutto quando gli alberi presentano un piano, o modello architettonico di crescita e sviluppo (MACS) coincidente con la morfologia di specie.

Considerato che negli anni passati l’amministrazione di Sorrento si è fatta carico di trattare i pini colpiti sull’intero territorio comunale somministrando, tramite endoterapia, iniezioni di Abamectina, una molecola in grado di combattere la cocciniglia evitando la morte delle piante e, in particolare, nell’area del Parco Ibsen furono trattati anni fa gli esemplari arborei sopravvissuti agli abbattimenti
richiesti dalle perizie agronomiche, tranne tre maestosi esemplari posti all’esterno lasciati morire per consentire la loro “sostituzione” (come da progetto) con esemplari di Ginkgo Biloba non autoctoni, come invece avrebbe richiesto il Regolamento per la Tutela del Patrimonio Arboreo vigente a Sorrento, il trattamento di cura contro la cocciniglia va ripetuto con cadenza biennale al massimo triennale.

“Il Decreto 3 giugno 2021 del ministero delle Politiche Agricole e Forestali fa obbligo di trattare piante colpite dal patogeno Toumajella parvicornis – spiega il presidente del Wwf Terre del Tirreno Claudio d’Esposito -. I pini del Parco Ibsen necessitano con urgenza di essere curati e, ad eccezione di un unico esemplare di Pino d’Aleppo che appare in salute, dei 13 esemplari di Pinus pinea ancora presenti quattro sono ormai seccati e altri nove necessitano di urgenti cure per evitarne il loro imminente e inevitabile disseccamento. La morte dei pini del Parco Ibsen costituirebbe un grave e irreversibile danno per il territorio ed il paesaggio della città di Sorrento, oltre che per tutti i cittadini”.

C’è da sottolineare come oltre ai pini del parco Ibsen, che versano in pessime condizioni, anche gli altri esemplari di pino domestico presenti sul territorio di Sorrento (in via San Renato, di fronte alla Pretura, al porto e a Casarlano) necessitano dei trattamenti contro la cocciniglia.

“L’eventuale perdita delle grosse alberature che vegetano da decenni sul territorio comunale (sono circa 90 gli esemplari superstiti), e i successivi costi da sostenere inevitabilmente per l’espianto e la sostituzione delle fallanze, si profilerebbe anche un grave danno erariale per le casse dell’amministrazione della città – rilevano gli ambientalisti -. Pertanto si chiede di intervenire con urgenza per salvare i grossi e spettacolari Pini domestici del Parco Ibsen e dell’intera città di Sorrento per evitare di perdere per sempre un patrimonio naturale e paesaggistico di enorme importanza”.

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