Sorrento. Il Comune sfratta la Società operaia dal Sedil Dominova

Divieto di utilizzo dei locali del Sedil Dominova. È quanto dispone il provvedimento di diffida firmato dal dirigente del secondo dipartimento del Comune di Sorrento, Vincenzo Limauro, indirizzato alla Società operaia di mutuo soccorso che occuperebbe la storica struttura senza autorizzazione. Si dispone così la sospensione immediata di qualsiasi attività all’interno dell’antico edificio, la liberazione degli spazi, lo stop all’accesso e la vigilanza delle forze dell’ordine per evitare utilizzi non autorizzati.

La questione era emersa a fine febbraio in sede di approvazione da parte del commissario straordinario Rosalba Scialla del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Una occupazione ritenuta senza titolo che ha portato all’intimazione di rilascio dell’immobile.

“Apprendiamo con stupore e sconcerto della diffida ricevuta per liberare i locali del Sedil Dominova, un luogo che rappresenta storia, identità e memoria collettiva della nostra comunità – la reazione di Francesco Gargiulo, presidente della Società operaia di Sorrento -. Il prossimo anno segnerà il 150esimo compleanno del nostro sodalizio, 150 anni che vanno ben oltre la recente storia amministrativa dell’ente. Dietro la richiesta di sfratto si intravedono dinamiche che nulla hanno a che fare con la tutela del patrimonio culturale, ma piuttosto con interessi che rischiano di snaturarne il valore”.

“C’è il serio pericolo che qualcuno voglia cancellare, pezzo dopo pezzo, la storia della Società operaia e, con essa, una parte importante della storia di Sorrento. Personaggi che si ammantano di cultura ma che, nei fatti, sembrano perseguire altri obiettivi – prosegue Gargiulo -. Noi non ci arrenderemo. Difenderemo con forza e dignità ciò che rappresentiamo, pronti, se necessario, a chiamare i cittadini a una mobilitazione pubblica per difendere un bene che appartiene a tutti. Non si può cancellare la Società operaia e la sua storia. E chiunque ci provi, se ne assumerà la responsabilità davanti ai tribunali, alla città e a tutti i cittadini di Sorrento”.

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