Sorrento. Dalla sinergia tra l’hotel 5 stelle Bellevue Syrene e Museo Correale torna a splendere la “Scena di caccia” di David de Koninck. E dal restauro emerge una scoperta eccezionale. Ora l’albergo finanzierà il recupero di una nuova tela

A Sorrento la cultura dell’accoglienza diventa mecenatismo a favore dell’arte. Ad un anno esatto dall’avvio della collaborazione tra il Bellevue Syrene ed il Museo Correale, la “Scena di caccia” del pittore fiammingo David de Koninck torna a mostrarsi in tutta la sua ricchezza dopo il completamento del restauro sostenuto dal lussuoso hotel 5 stelle nell’ambito dell’iniziativa “Adotta un’opera”.

La tela dopo il restauro

Il risultato dell’intervento è stato presentato ieri sera negli spazi dell’albergo, esattamente dove il 31 agosto 2025 era stato annunciato il progetto che avrebbe unito due realtà profondamente legate alla storia ed all’identità di Sorrento. La serata ha segnato non soltanto la conclusione di un importante intervento conservativo ed il primo anniversario di una collaborazione nata con l’obiettivo di creare ulteriori occasioni di dialogo tra ospitalità, arte e territorio, ma ha anche dato il via a una nuova collaborazione: il Bellevue Syrene sosterrà il restauro di una seconda opera di David de Koninck conservata nel Museo Correale, la “Natura morta con figure e pavone”.

La tela prima del restauro

Un nuovo progetto nel segno della continuità concreta dell’impegno del Bellevue Syrene nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale di Sorrento, attraverso collaborazioni con le istituzioni del territorio che entrano a far parte dell’esperienza di ospitalità dell’hotel.

“Sostenere il restauro di un’opera appartenente alla ricchezza artistica della nostra città è stato per noi un modo concreto di restituire qualcosa a Sorrento – sottolinea Elsa Russo, proprietaria dello splendido albergo che domina la baia della costiera -. Per quasi un anno i nostri ospiti hanno potuto osservare il lavoro delle restauratrici e scoprire una parte della storia del Museo Correale direttamente all’interno del Bellevue Syrene. È questa l’idea di ospitalità nella quale crediamo: un’esperienza capace di creare un legame autentico con la cultura e con il luogo che ci ospita. Siamo quindi particolarmente felici che questo primo progetto trovi oggi una continuită concreta nel restauro di una seconda opera di David de Koninck. È un nuovo capitolo di un percorso con il Museo Correale che desideriamo proseguire e far crescere nel tempo”.

Per quasi otto mesi il Bellevue Syrene ha ospitato al proprio interno il cantiere di restauro della tela, appartenente alle collezioni del Museo Correale, permettendo agli ospiti di osservare da vicino le diverse fasi dell’intervento condotto dalla restauratrice Alessandra Cacace con la collaborazione di Angela Pepe. Avviato nel novembre 2025 e concluso nei primi giorni di luglio 2026, il lavoro ha trasformato così un progetto di mecenatismo culturale anche in un’occasione di conoscenza e condivisione.

L’accurato intervento conservativo ha restituito piena leggibilità alla composizione e fatto emergere particolari rimasti a lungo celati dall’opacità del tempo: dalla straordinaria resa materica degli animali e della selvaggina alle figure dei due cacciatori, tornate chiaramente visibili insieme all’espressività dei loro volti. Un lavoro “in punta di pennello”, concentrato in particolare sulle diffuse micro-cadute di colore e sulla restituzione dell’unità pittorica dell’opera.

Nel corso della serata, gli ospiti hanno potuto ammirare la tela nella Sala Mimmo Jodice, prima di raggiungere la Villa Pompeiana, dove, con il supporto di immagini, Alessandra Cacace e il professor Stefano Causa, storico dell’arte, hanno potuto raccontare la tela e il suo nuovo splendore.

“Il lungo e meticoloso intervento di restauro restituisce oggi alla collettività un’opera di eccezionale qualità esecutiva – spiega la restauratrice, Alessandra Cacace -. La rimozione degli strati alterati ha consentito il recupero della brillantezza della tavolozza originale svelando il meticoloso naturalismo degli elementi figurativi in primo piano. Il ripristino della spazialità e dei piani di profondità consente oggi una lettura critica fondamentale per un’opera finora compromessa nella sua leggibilità”.

È stato il professor Causa ad annunciare una importante scoperta relativa al dipinto compiuta al termine del restauro. “Dalle pennellate mi sento di dire che una parte del quadro porterebbe la firma di Luca Giordano”

Intervento di recupero nel quale ha svolto un ruolo fondamentale la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio dell’area metropolitana di Napoli – rappresentata dalla soprintendente Paola Ricciardi e dai funzionari Palma Maria Recchia e Francesca Stopper – per aver compreso l’importanza e l’unicità di questo scambio ed aver reso possibile che un restauro avvenisse per la prima volta fuori dal museo e guidato ogni fase dei lavori con il massimo rigore scientifico e metodologico.

“Questo eccezionale traguardo è il frutto di un intenso e meticoloso lavoro, nato nell’ambito del nostro progetto “Adotta un’opera”, ma è soprattutto il risultato di un cammino condiviso, che ha preso vita grazie alla lungimiranza dell’hotel Bellevue Syrene, icona dell’arte dell’accoglienza, che ha voluto festeggiare i suoi 205 anni, legando indissolubilmente la propria storia alla tutela della grande arte”, dichiara Gaetano Mauro, presidente del Museo Correale.

A dodici mesi dall’inizio del progetto, la presentazione della “Scena di caccia” restaurata rinnova cosi il legame tra il Bellevue Syrene e il Museo Correale e conferma la volontà condivisa di proseguire un percorso nel quale il patrimonio artistico della città possa incontrare nuovi luoghi e nuovi pubblici. Un dialogo tra istituzioni culturali e ospitalità privata che trova nella tutela, nella conoscenza e nella valorizzazione del territorio la propria ragione più profonda.

Sinergia accolta con soddisfazione dal sindaco di Sorrento, Corrado Fattorusso. “Il connubio tra il Bellevue Syrene e il Museo Correale di Terranova dimostra come la sinergia tra una grande eccellenza dell’accoglienza sorrentina e l’istituzione culturale simbolo della nostra città possa dare frutti straordinari – sottolinea il primo cittadino -. La fortunata iniziativa “Adotta un’opera” non è soltanto un titolo evocativo, ma la prova concreta di una visione condivisa: custodire il passato per valorizzare il futuro”.

“Oggi restituiamo alla collettività e al panorama artistico internazionale la meravigliosa Scena di caccia del pittore David de Koninck, un capolavoro del Seicento fiammingo tornato al suo splendore originale grazie al generoso sostegno del Bellevue Syrene – aggiunge Fattorusso -. Vedere quest’opera rinata non rappresenta solo il recupero di una tela, ma la restituzione di una testimonianza di un patrimonio che appartiene all’intera comunità. A nome di tutta la città di Sorrento, desidero ringraziare di cuore la proprietà e la direzione del Bellevue Syrene per la loro spiccata sensibilità culturale e per la dimostrazione di altissimo senso civico. Un grazie sentito va alla presidenza, alla direzione e al consiglio di amministrazione del Museo Correale, per la passione e il rigore con cui tutelano questo tesoro immenso. Continuiamo a camminare insieme su questa strada: Sorrento merita che le sue bellezze artistiche continuino a risplendere e ad incantare il mondo”.

Nel corso della serata è stata Adda Attanasio, in rappresentanza della proprietà del prestigioso albergo, ad illustrare le ragioni di una iniziativa che vivrà ora un nuovo capitolo con il restauro sempre negli spazi del Bellevue Syrene della “Natura morta con figure e pavone”.

“Il tema di questa importante operazione non è soltanto la bellezza ma anche la fiducia: la fiducia che ha avuto il Bellevue Syrene che, investendo nella pulitura di quella tela scurissima, sarebbe uscito un capolavoro; la fiducia che la Soprintendenza ha avuto che il Bellevue curasse la permanenza del quadro come il soggiorno di un ospite importantissimo e fragile; la fiducia che noi del Correale nella opportunità di nuove forme di partnership con la imprenditoria. Dalla fiducia è derivata la bellezza ritrovata”, puntualizza Fabio Mangone, direttore del Museo Correale.

L’evento si è concluso con il concerto del duo formato da Miki Lubrano Lavadera (pianoforte) e Alberto Marano (violino).

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