Ennesima vittima delle truffe agli anziani della penisola sorrentina. Ieri nel mirino dei malviventi è finita una donna di Sorrento, diventata suo malgrado bersaglio del raggiro del finto carabiniere. Il modus operandi rispecchia un cliché ormai collaudato che riesce quasi sempre a sortire l’effetto sperato dai criminali.
Sono le 14:30 quando squilla il telefono. La donna risponde ed all’altro capo del filo c’è un sedicente maresciallo dei carabinieri. “Signora abbiamo arrestato suo figlio che è coinvolto in una rapina in una gioielleria”. Tanto basta per far abbassare tutte le difese. La preoccupazione per la sorte del congiunto fanno dimenticare di colpo tutte le raccomandazioni dei familiari.
“Eppure – ci spiega Antonino Cinque, il figlio della vittima – proprio nei giorni scorsi, insieme a mio fratello, le abbiamo raccontato di una vicenda analoga che ha coinvolto dei nostri conoscenti. Ma ad una certa età si diventa vulnerabili emotivamente ed i timori per quello che poteva succedermi hanno prevalso”.
Proprio approfittando di ciò il falso carabiniere, chiaramente un esperto nell’inganno, ha tenuto la vittima al telefono per un’ora e mezza, impedendole così di contattare qualche familiare per chiedere aiuto. “Signora – l’avviso del falso militare – dobbiamo venire a casa sua per fotografare i suoi oggetti d’oro e verificare che non corrispondano a quelli sottratti dalla gioielleria”.
L’anziana si lascia convincere e poco dopo alla porta bussa un ragazzo dell’apparente età di una ventina d’anni. Trova i preziosi già sul tavolo. Scatta qualche foto con il cellulare e li arraffa. La donna protesta. “Ma non dovevi solo fotografarli?”. “Non si preoccupi – la risposta – li devo portare in ufficio ma tra poco suo figlio Antonino glieli riporta”. E si allontana in tutta fretta.
A conferma del fatto che queste bande sono estremamente organizzate anche il particolare che conosceva esattamente il nome del figlio. Ed è proprio lui che ci spiega che il colpo “ha fruttato circa 5-600 grammi in oggetti d’oro. Al di là del valore strettamente economico, rappresentava per lei e per noi tutto quello che era la storia tramandata in preziosi della nostra famiglia”.
Sul posto, dopo la segnalazione, gli agenti del commissariato di Sorrento ed i carabinieri della locale compagnia. La scientifica ha eseguito i rilievi ed ora si spera di riuscire ad individuare il malvivente anche grazie alle immagini catturate dagli impianti di videosorveglianza della zona.
“La paura e soprattutto la preoccupazione che possa accadere ancora ad un amico, ad un conoscente o ad un qualunque altro cittadino anziano, indifeso mi fa un’enorme rabbia – mette in chiaro il figlio della vittima -. Non ho intenzione di prendermela con nessuno, ma voglio semplicemente allertare i cittadini senza però creare allarmismo ed è a loro che mi rivolgo sperando che trovino il tempo di poter spiegare ai loro nonni e ai loro genitori anziani e a tutte quelle persone deboli e indifese come mia mamma di prestare la massima attenzione”.
Infine lancia un appello alle istituzioni. “Ai sindaci ed alle forze dell’ordine tutte chiedo con grande umiltà di riunirsi e fare in modo di dare ancora più sicurezza e più controllo e perché no anche più informazione a tutela di queste categorie deboli (nonni e genitori anziani) che non solo hanno bisogno di assistenza, ma rappresentano anche la storia del nostro territorio e quindi non vanno abbandonati. La mia più grande paura oggi era che le fosse successo qualcosa e grazie a Dio è andata bene, resta solo un grande spavento e la faccia mortificata di mia mamma di esserci cascata e di sentirsi sciocca. Speriamo non accada mai più”, conclude Antonino Cinque.






