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Società partecipate, a Massa Lubrense è scontro tra maggioranza ed opposizione

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Sperpero di risorse pubbliche, scadente erogazione di servizi e perdita di opportunità di crescita per Massa Lubrense. È quanto denunciato da Azione in Comune nell’ultimo Consiglio comunale. Sul banco degli imputati, ancora una volta, l’attuale amministrazione.

Materia di scontro in questa circostanza è l’approvazione della delibera di razionalizzazione delle società partecipate. Una gestione, quella delle società pubbliche, “a dir poco scadente” a detta dei consiglieri dell’associazione politica, sociale e culturale.

Sono proprio loro a ripercorrere lo scenario di quella che definiscono “una cattiva amministrazione delle società di proprietà del Comune di Massa Lubrense”.

“Correva l’anno 2015 – ricostruiscono da Azione in Comune – quando, in piena campagna elettorale per la poltrona di sindaco, l’attuale primo cittadino Lorenzo Balducelli prometteva alla popolazione la chiusura delle società di proprietà del Comune.

“Uno spreco di denaro pubblico”. Così sentenziava all’epoca il leader della lista “Patto con la Città”. A distanza di ben 7 anni e con il secondo mandato iniziato da poco…che cosa è stato fatto per realizzare questo punto del programma politico? Poco. Se non nulla. Anzi. Lo “spreco” su cui si puntava il dito è addirittura aumentato.

Un esempio fra tutti. La società che si occupa della raccolta dei rifiuti sul territorio massese, Terra delle Sirene S.p.A., è ancora in liquidazione. Una situazione di stallo che non consente alla compagnia di proprietà del Comune di Massa Lubrense per il 50% di poter effettuare alcun investimento strategico.

Ciononostante, la professionalità dei suoi dipendenti ha garantito degli ottimi standard nel servizio offerto; una qualità delle prestazioni che è stata confermata dai riconoscimenti ottenuti nel quinquennio 2010-2015 dal Comune di Massa Lubrense in qualità di “Comune Riciclone”.

Un riconoscimento importante che però non ha convinto il sindaco Balducelli a ritirare lo stato di liquidazione; con molta probabilità Terra delle Sirene sarà rottamata e il suo patrimonio imprenditoriale sarà così dilapidato a favore di un ipotetico ingresso del Comune di Massa Lubrense in Penisolaverde, operazione che avrà dei costi maggiori per tutta la comunità.

Un’eventualità, quest’ultima, che Azione in Comune ha già bloccato una volta, ribadendo il proprio parere sfavorevole in Consiglio Comunale; una richiesta di acquisto del 20% delle quote di Penisolaverde da parte del Comune di Massa che è stata rigettata formalmente anche dal Comune di Sorrento a causa di un errore nella presentazione della domanda di partecipazione al bando.

Intanto, tramite una serie di ordinanze, l’amministrazione comunale ha comunque trasferito nel 2021 a Penisolaverde il servizio di spazzamento delle strade, un passaggio di consegne che ha già fatto lievitare sensibilmente le spese a carico della comunità. Un aumento dei costi a danno dei cittadini che potrebbe registrarsi anche nell’anno nuovo in considerazione del fatto che l’affidamento scadeva il 31 dicembre 2021 e che, con molta probabilità, si andrà in proroga.

Insomma, la consueta malagestione del bene pubblico che da qualche anno sta caratterizzando il territorio massese; stessa sorte è toccata anche alla piscina comunale di Sant’Agata, al momento chiusa e lasciata in balìa di un lento e inesorabile stato di abbandono.

Eppure la struttura era stata realizzata e affidata in gestione dallo sportello telematico unificato del Comune di Massa Lubrense, uno strumento ideato per semplificare le relazioni tra le imprese, i professionisti, i cittadini e la pubblica amministrazione, attraverso la presentazione totalmente telematica delle istanze.

Stessa sorte per le cosiddette aree Pip, ovvero il piano per gli insediamenti produttivi in Italia, strumento urbanistico introdotto per agevolare la realizzazione di aree specializzate ad accogliere insediamenti produttivi.

Nonostante siano state individuate, queste aree giacciono in uno stato di evidente abbandono; solo l’area Pip di Sant’Agata, in zona Pontone, è stata purtroppo riconvertita per ospitare l’ormai celebre centro trattamento rifiuti, fiore all’occhiello del programma politico dell’amministrazione Balducelli.

Anche i Pip di Schiazzano sono fermi al palo da molti anni e gli imprenditori che avevano già investito enormi cifre vorrebbero la restituzione delle somme investite”, conclude la nota di Azione in Comune.

Già nei giorni scorsi il sindaco Balducelli aveva attaccato la minoranza che, secondo il primo cittadino, “si è contraddistinta, fino a questo momento, con un atteggiamento di puntiglioso formalismo condito da abbondanti note di populismo e demagogia, non ultima l’impugnativa di una delibera consiliare davanti al Tar per un mero vizio di forma, non imputabile a scelte politiche, col rischio di una paralisi dell’azione amministrativa in un momento delicato di emergenza pandemica”.

“Ultima prova – ha spiegato il sindaco – è stata la presentazione di ben tre mozioni nell’ultima seduta tra le quali in una si chiedevano le dimissioni dell’assessore Domenico Tizzano. Nonostante il fatto che, a termini di regolamento, non si potessero presentare tre mozioni ma due, al fine di non farne decadere una e privare il Consiglio comunale di esprimersi con un voto su un argomento, abbiamo noi, come gruppo di maggioranza, chiesto l’accorpamento di due mozioni che avevano lontanamente un contenuto affine. Dopo questa primo errore dell’opposizione ed un accorpamento di due mozioni votato all’unanimità dall’intero Consiglio, si è passati alla votazione delle mozioni così come prevede il regolamento del Consiglio.

Ebbene in questa circostanza le opposizioni hanno prima chiesto una discussione non prevista dal regolamento e poi in modo assolutamente contraddittorio non hanno neanche fatto una breve dichiarazione di voto. Nonostante tutto questo siamo stati tacciati dalle minoranze di comportamento antidemocratico e di sottrarci al confronto. Siamo all’assurdo che quando si applicano rigidamente i regolamenti contro la maggioranza è esercizio di democrazia, quando lo fa la maggioranza no”, ha concluso Balducelli.

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