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Sequestro alla Conca Azzurra, proseguono le indagini: il lido è aperto

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Proseguono gli accertamenti sui presunti abusi edilizi rilevati dalla Capitaneria di Porto su un’area di circa 700 metri quadrati della Conca Azzurra di Massa Lubrense. Nei giorni scorsi i militari hanno riscontrato la cementificazione della scogliera per posizionare lettini ed ombrelloni e la realizzazione di una spiaggia sopraelevata con sabbia bianca per simulare quelle dei Caraibi. Opere per le quali non risultano rilasciate autorizzazioni paesaggistiche, urbanistiche e ambientali ed è stato disposto il sequestro del quale la Procura di Torre Annunziata chiede la convalida.

L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sull’aspetto ambientale, visto che l’ex cava di pietra, da decenni trasformata in stabilimento balneare, ricade nel territorio dell’Area marina protetta di Punta Campanella. Dai riscontri effettuati sul posto, inoltre, non è stato possibile risalire alla provenienza della sabbia bianca e per questo alcuni campioni sono stati inviati ai laboratori specializzati per capire se, come ipotizzato dagli investigatori, sia addirittura contaminata da metalli pesanti.

Da verificare anche eventuali modifiche dell’ecosistema marino a causa della colata di cemento sugli scogli. In questo caso, l’ipotesi di reato potrebbe essere quella di disastro ambientale, come contestato nelle scorse settimane anche ai datterari che, anche in quella stessa zona di costa della penisola sorrentina, hanno devastato i fondali rocciosi per la raccolta illegale dei molluschi dagli scogli.

Intanto i titolari della struttura, tramite il proprio legale di fiducia, si dicono pronti a ripristinare lo stato dei luoghi nel caso le difformità vengano confermate. Allo stesso tempo precisano che la spiaggia “Maya Beach Experience” resta aperta, visto che i presunti abusi riguarderebbero solo una parte limitata dell’area del lido.

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