Un nuovo parcheggio a rotazione per risolvere il problema della carenza di posti auto in centro. È quanto prevede la convenzione stipulata tra l’amministrazione comunale di Piano di Sorrento ed i proprietari di un’area che sorge a pochi passi da piazza Cota.
Un’idea nata nel lontano 2012 concretizzatasi nell’approvazione della variante lenticolare. Poi, nel 2025, la dichiarazione di pubblica utilità, fino alla stipula dell’accordo avvenuta negli ultimi giorni dell’anno.
“Un iter lungo e complesso costellato di difficoltà e di bilanciamento di molteplici interessi – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici, Anna Iaccarino -. Il consumo di suolo non è un argomento per “pazzi visionari” e nemmeno un argomento per gli immancabili “tuttologi da tastiera”, ma è un concetto che è entrato in tutte le agende politiche del mondo, ci sono, però, casi in cui l’insieme di interessi collettivi da soddisfare prevale e occorre lavorare affinché si garantisca, allora, il massimo beneficio per la collettività. È quello su cui ci siamo impegnati: Avremo un parcheggio pubblico su due livelli, per 254 stalli totalmente a rotazione. Sarà possibile l’abbonamento sia per i residenti che per i lavoratori. In copertura un parco verde riservato alla pubblica fruizione ed un collegamento pedonale che attraverso il giardino (o in uscita da uno dei piani dell’autorimessa) condurrà in piazza Cota”.
“Un’area di sosta necessaria per risolvere uno dei principali problemi della nostra città: quello del parcheggio – interviene il sindaco Salvatore Cappiello -. Si tratta di una difficoltà resa ancora più evidente dalle festività. Ecco perché abbiamo approvato una convenzione con un soggetto privato che prevede la realizzazione di stalli senza nessun box e nessun posto stanziale. È un intervento che si attuerà col fondamentale equilibrio tra pubblico e privato ed il rispetto dell’ambiente”.
Negli ultimi giorni del 2025 sono arrivate anche le risposte attese da tempo dagli assegnatari delle abitazioni delle cooperative di via San Massimo, una zona sottoposta a vincolo di interesse archeologico. Restrizione che non consente di trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà, con le conseguenti difficoltà che questo comporta nell’eventuale trasferimento degli immobili. Ma nelle scorse settimane è stata raggiunta un’intesa tra amministrazione e Soprintendenza che, attraverso l’annuale aggiornamento delle tariffe per la cessione dei diritti di superficie da parte del Consiglio comunale, consente ora alle circa 70 famiglie che occupano gli alloggi, di poterne disporre liberamente, trasferendole a terzi, seppure non in proprietà.
“Non potevamo continuare a lasciare questi nuclei familiari nell’incertezza – evidenzia l’assessore al Patrimonio, Antonella Arnese -. E oggi abbiamo finalmente dato quella risposta che attendevano: una risposta seria, chiara e rispettosa delle regole. Il vincolo archeologico che insiste sull’area e che non consente il passaggio alla piena proprietà non è più un elemento di incertezza, ma una condizione chiara entro cui muoversi, con una prospettiva definita”.





