La questione dell’ospedale unico della penisola sorrentina continua ad animare il confronto tra i cittadini schierati per il “si” e il “no” ed anche il dibattito politico tra amministratori locali e sovracomunali. Un iter avviato nel lontano 2010 che ancora non ha visto la posa di un solo mattone. Un lungo procedimento burocratico che tra ricorsi e pronunce dei giudici è ancora fermo alla conferenza di servizi che – a quanto sembra – dal mese di luglio dello scorso anno non fa passi in avanti.
Eppure ballano sul tavolo gli 88 milioni di euro stanziati dal ministero della Salute ai quali si aggiungono altri 5 milioni già utilizzati per la progettazione del presidio da realizzare al posto dell’attuale distretto sanitario 59 dell’Asl Napoli 3 Sud di Sant’Agnello.
Lo scorso 23 febbraio i sindaci della costiera hanno incontrato il governatore Roberto Fico per discutere dei problemi del territorio, tra i quali, chiaramente, la sanità. “Abbiamo ribadito la volontà di avere un nosocomio all’avanguardia in penisola sorrentina e di essere aperti all’ipotesi di nuove soluzioni ed anche ad un’eventuale ricollocazione della sede, mantenendo i fondi nella nostra area geografica”, spiegavano gli amministratori locali attraverso una nota congiunta diffusa al termine del vertice in Regione.
In attesa di conoscere la posizione del presidente Fico – che ha mantenuto la delega alla Sanità – ed il risultato della conferenza di servizi, si discute della possibile location alternativa, sempre che governo e giunta regionale siano disposti ad investire altrove dopo aver sborsato 5 milioni per un progetto che finirebbe così tra la carta straccia.
Fatto sta che le uniche soluzioni praticabili ricadrebbero, ad oggi, nel territorio di Piano di Sorrento: la prima in località Mortora e la seconda ai Colli di San Pietro. E così giovedì scorso la vicenda è approdata in Consiglio comunale con un’interrogazione a firma del capogruppo di opposizione ed ex sindaco, Vincenzo Iaccarino.
In particolare è stato chiesto all’attuale primo cittadino, Salvatore Cappiello, “se abbia dichiarato ufficialmente la disponibilità del Comune di Piano di Sorrento a individuare una nuova localizzazione per il nuovo ospedale, se, nel condividere l’individuazione di una nuova location abbia preventivamente valutato tutte le implicazioni in virtù degli atti e dei procedimenti attualmente in corso che risulterebbero vanificati, incluse le possibili implicazioni di danno erariale già formalmente contestate da Asl e Regione e se, abbia ritenuto di rappresentare, anche solo informalmente, la disponibilità ad accogliere la struttura?”.
“Nel corso dell’incontro abbiamo chiesto il potenziamento delle attività prestate nel presidio ospedaliero di Sorrento ed il potenziamento del personale sanitario, nonché il mantenimento dei livelli assistenziali forniti e del primo intervento presso l’ospedale di Vico Equense – ha chiarito Cappiello -. È stato trattato anche il tema dell’ospedale unico dapprima con riferimento alla conferenza di servizi, i cui lavori ci risultano fermi a luglio scorso e per i quali si auspica, a garanzia di tutte le parti coinvolte, si giunga ad una definizione”.
“Abbiamo chiesto – puntualizza Cappiello – in caso di chiusura con esito positivo, di proseguire nell’iter in coerenza con le posizioni assunte in passato ed ai contenziosi comunque ancora pendenti; in caso di chiusura della stessa con esito negativo che il finanziamento resti destinato alla sanità della penisola sorrentina”.
Ma senza ipotizzare location diverse rispetto a quella sulla quale si è lavorato fino ad oggi. “Non abbiamo parlato espressamente di delocalizzazione né abbiamo individuato o proposto sedi alternative, né sul nostro territorio, né su quello degli altri comuni presenti, atteso che tale attività presuppone valutazioni tecnico-urbanistiche allo stato non espletate – ha concluso il sindaco di Piano di Sorrento -. Inoltre, l’eventuale idea di individuare una sede alternativa, rispetto a quella di Sant’Agnello, non può prescindere da quella di affrontare una nuova progettazione, atteso che difficilmente il progetto realizzato per la sede di Sant’Agnello può essere riproposto tal quale altrove”.




