Meta. Caso della carne presunta avariata a scuola, esposto dei genitori

Cresce la preoccupazione a Meta per la vicenda che coinvolge il servizio di refezione scolastica affidato alla società New Food di Avellino e che riguarda la presunta somministrazione di carne non idonea al consumo ai bambini della scuola dell’infanzia.

A seguito delle segnalazioni emerse, come riferisce una nota diffusa nel pomeriggio di oggi, un gruppo di genitori ha presentato un esposto ai carabinieri del Nas chiedendo l’accertamento dei fatti e l’individuazione di eventuali responsabilità. Alla base dell’iniziativa vi sarebbe il timore che la gestione dell’emergenza non sia stata tempestiva e che non siano stati immediatamente attivati tutti i controlli necessari a tutela della salute dei minori.

Tra gli aspetti evidenziati dalle famiglie, si legge ancora nel comunicato, “vi sarebbe, inoltre, la circostanza che il Comune, pur avendo richiesto, così come riferito dal suo primo cittadino, l’intervento dell’Asl, non avrebbe preteso né verificato che tale intervento avvenisse con la necessaria tempestività ovvero nell’immediatezza dei fatti segnalati, consentendo il campionamento e gli accertamenti sugli alimenti secondo le procedure previste dalla legge”.

Secondo i genitori, “in una vicenda che coinvolge la salute di bambini della scuola dell’infanzia, sarebbe stato indispensabile garantire un accertamento immediato da parte dell’autorità sanitaria competente, sia per verificare le condizioni degli alimenti contestati sia per preservare ogni elemento utile agli accertamenti successivi”.

Si tratta di circostanze che dovranno essere verificate dagli organi competenti, ma che hanno alimentato dubbi e preoccupazioni tra le famiglie coinvolte. In casi che riguardano la sicurezza alimentare, soprattutto quando interessano bambini in età prescolare, la tempestività degli interventi rappresenta un elemento fondamentale sia per la tutela della salute sia per la corretta conservazione delle prove necessarie ad accertare eventuali irregolarità.

La mensa scolastica rappresenta un servizio essenziale. Ogni giorno numerose famiglie affidano ai gestori della refezione la salute dei propri figli, confidando nel rigoroso rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dalla legislazione nazionale ed europea. Per questa ragione qualsiasi sospetto riguardante la qualità degli alimenti serviti ai bambini deve essere affrontato con la massima serietà, trasparenza e rapidità.

La normativa vigente impone standard particolarmente rigorosi nella gestione degli alimenti destinati alla ristorazione scolastica. In particolare, il Regolamento (CE) n. 852/2004 impone agli operatori del settore alimentare specifici obblighi di controllo, conservazione e monitoraggio attraverso procedure HACCP finalizzate a garantire la sicurezza degli alimenti somministrati agli utenti.

Qualora gli accertamenti dovessero confermare la somministrazione di alimenti deteriorati o non conformi agli standard di sicurezza, potrebbero configurarsi ipotesi di violazione delle norme sanitarie e, nei casi più gravi, fattispecie penalmente rilevanti. Tra queste, gli articoli 440 e 444 del Codice Penale, relativi rispettivamente all’adulterazione di sostanze alimentari e alla distribuzione di alimenti nocivi, oltre alle disposizioni della Legge n. 283 del 1962 che vietano la detenzione e la somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione.

Al centro della vicenda non vi è soltanto la qualità del cibo servito, ma anche la gestione delle procedure di verifica e controllo successive alla segnalazione. I genitori chiedono chiarezza sulle tempistiche degli interventi, sulle modalità di conservazione dei campioni, sugli accertamenti eseguiti e sulle iniziative adottate dai soggetti istituzionali coinvolti.

“In una comunità che affida quotidianamente alla mensa scolastica la salute dei propri figli, trasparenza, tempestività e rigore nei controlli non rappresentano un’opzione, ma un preciso dovere nei confronti delle famiglie e dei bambini” riporta la nota.

L’esposto presentato ai Nas punta ora a fare piena luce sull’intera vicenda. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire se le preoccupazioni espresse dalle famiglie trovino riscontro nei fatti e se vi siano eventuali responsabilità da accertare.

Nel frattempo resta forte la richiesta dei genitori: conoscere la verità, comprendere cosa sia realmente accaduto e avere la certezza che la sicurezza alimentare dei bambini sia stata e continui a essere tutelata con il massimo livello di attenzione.

Quando sono coinvolti bambini della scuola dell’infanzia, ogni dubbio merita una risposta immediata, ogni segnalazione richiede verifiche rigorose e ogni istituzione è chiamata a garantire il massimo livello di tutela della salute pubblica.

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