Massa Lubrense. Irruzione bis di un allocco in una casa di Sant’Agata sui due Golfi

Quando hanno sentito il trambusto provenire dal ripostiglio hanno pensato fosse la Befana che aveva sbagliato finestra per entrare in casa. Poi si sono resi conto che il responsabile dell’intrusione era un esemplare di allocco (Strix aluco) finito nella cantina della loro villetta di Sant’Agata sui due Golfi, nella zona collinare di Massa Lubrense.

La proprietaria dell’abitazione se ne era fortunatamente accorta perché era scattato l’antifurto. Tra l’altro aveva già ricevuto una analoga visita quattro anni fa, tanto che ha subito allertato la locale sezione del Wwf.

“Ci siamo subito recati sul posto per verificare lo stato di salute dell’animale e rimetterlo in libertà – spiega Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno -. Siamo entrati in silenzio e l’allocco, appena ci ha sentito, è schizzato con un volo, ha fatto una bella virata ed fuggito dalla porta seguendo la luce e planando verso il giardino. Esplorando l’esterno della casa abbiamo sentito chiaramente su di un alto pioppo, ricoperto da una secolare edera, il verso flautato dell’allocco maschio, a cui faceva eco a poca distanza un altro allocco femmina (il verso è facilmente distinguibile)”.

“Salendo sul tetto abbiamo individuato la cappa del camino con le aperture dalle quali l’allocco era entrato, probabilmente in cerca di un luogo dove nidificare, la stessa cappa dove era precipitato quattro anni fa (non si sa se fosse lo stesso allocco) – aggiunge il leader degli ambientalisti della costiera -. Abbiamo suggerito di chiudere le aperture con una rete e quanto prima andremo ad allocare un nido artificiale”.

La casa si trova al confine con un castagneto, in un vasto giardino dove vegetano alti pini maestosi. E la presenza di allocchi nell’area testimonia ancor di più l’importanza di questi grossi alberi, i cui rami alti vengono usati come posatoi per riposare o per individuare le prede (soprattutto ratti e topi) di cui i rapaci notturni si nutrono.

L’allocco, uno dei più grossi rapaci notturni presenti in penisola sorrentina (dove nidificano anche barbagianni, civette e assioli) inconfondibile per i suoi occhi neri e la testa grossa, senza i ciuffi auricolari tipici del gufo, e per il suo lugubre e flautato richiamo notturno, necessita di circa venti ettari di areale per trovare le prede necessarie alla sopravvivenza di una coppia.

Si nutre soprattutto di topi, quando ha i pullus nel nido da sfamare ne cattura numerosi ogni notte, ma anche di piccoli uccelli, pipistrelli, rettili e insetti. Strettamente legato agli ambienti forestali, si adatta facilmente anche agli ambienti agricoli e antropizzati, perfino ai centri storici di città di grandi e piccole dimensioni.

Prettamente notturno al di fuori del periodo della riproduzione, durante l’allevamento dei piccoli è attivo anche al crepuscolo o in pieno giorno. Per il riposo utilizza posatoi su conifere, alberi coperti di edera, camini e anfratti nelle cascine o nei monumenti. Per nidificare l’allocco utilizza cavità di alberi, di soffitte e di vecchie murature.

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