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Manifestarono per liberare 23 cani da una casa di Sant’Agnello, chiesto rinvio a giudizio

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Il pubblico ministero, Antonio Barba, della Procura di Torre Annunziata ha richiesto il rinvio a giudizio per i vertici del Partito Animalista Europeo imputati dei reati di radunata sediziosa armata, violenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale e istigazione a commettere reati, provocando pubblico scompiglio e perseverando in atteggiamenti ostili e di ribellione verso gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Sorrento della polizia locale e dei veterinari della Asl di Napoli. Il Gip, dott. Antonio Fiorentino, ha fissato per il prossimo 5 ottobre l’udienza preliminare.

È trascorso un anno e mezzo dai fatti accaduti a Sant’Agnello che videro i vertici del Partito Animalista Europeo, il presidente Stefano Fuccelli ed il capo segreteria Enrico Rizzi, recarsi sul posto per liberare, con l’appoggio della popolazione locale, tutti i 23 cani rinchiusi in quella che i partecipanti al blitz identificavano come una “casa lager”, dove gli animali erano “maltrattati, malnutriti, seviziati, non curati affetti da gravi patologie, mangiati da vermi e parassiti, costretti a vivere tra escrementi e carcasse di altri animali in avanzato stato di decomposizione”. Cani che, secondo gli animalisti, “sono stati per anni sottoposti a maltrattamenti e sofferenze nell’indifferenza totale delle istituzioni nonostante le numerose denunce”.

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“In data odierna mi è stata notificata la comunicazione della data per l’udienza preliminare in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio – dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli -. Sono imputato di numerosi e gravi reati sulla base di fonti di prove acquisite dall’informativa del commissario di P.S. di Sorrento che non trova riscontro con la realtà oggettiva dei fatti”. Il presidente del Pae si scaglia contro l’ex dirigente del commissariato di Sorrento che, nella ricostruzione di Fuccelli, “non solo si rifiutò di intervenire su mia segnalazione di flagranza di reato ma comunicò al Pm di turno false informazioni sulla condizione fisica dei cani asserendo che stessero tutti in buona salute per cui il magistrato non autorizzò alcun sopralluogo del servizio veterinario all’interno della casa lager”.

Secondo Fuccelli “la polizia, di fatto, si è resa complice per avere consentito di consumare il reato di maltrattamento animali previsto e punito dalla legge della Repubblica italiana. Tutto quello che è accaduto successivamente è stata una reazione legittima ad atti arbitrari del pubblico ufficiale e della pubblica autorità colpevoli di avere ecceduto i limiti delle proprie attribuzioni e l’epilogo ci ha dato ragione”. Per questo il leader del Partito Animalista Europeo ritiene di essere “stato costretto ad infrangere la legge per fare rispettare la medesima legge: è questa l’assurdità, coloro deputati alla vigilanza sull’osservanza della legge sono stati i primi a violarla. Sono questi – conclude Fuccelli – i passaggi che evidenzierò al Gip”.