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Lo chef-assessore Alfonso Iaccarino lancia il brand “Città di Sorrento”

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Lanciare il marchio “Città di Sorrento” ed uno slogan per pubblicizzare la perla della costiera a livello nazionale ed internazionale. L’iniziativa è firmata dallo chef pluristellato Alfonso Iaccarino nella sua qualità di assessore al Turismo della città del Tasso per il rilancio post Covid.

Sorrento, infatti, rappresenta sempre la prima industria turistica della Campania e del Mezzogiorno, da un anno a questa parte, però, la pandemia ha ridotto il settore ai minimi termini con un crollo verticale di arrivi e presenze. La crisi ha colpito alberghi, ristoranti ed indotto, con migliaia di lavoratori del turismo in gravi difficoltà.

Per questo è importante lavorare subito e bene per il rilancio. Non è facile anche a causa di una campagna vaccinale che procede a rilento proprio quando i tour operator chiedono che gli addetti siano immunizzati prima di proporre la meta Sorrento ai propri clienti.

Adesso è il momento di impegnarsi per la ripresa, sebbene ciò appare come un compito gravoso. Ma non è una “missione impossibile” volendo prendere in prestito il titolo di una serie. Si può contare, infatti, sull’appeal che Sorrento e la sua costiera continuano a dovere soprattutto rispetto ai mercati anglosassoni.

È il momento di rimboccarsi le maniche e ricordare che Sorrento e le sue eccellenze ambientali, paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche sono pronte ad accogliere i turisti. Per questo lo chef-assessore Alfonso Iaccarino ha lanciato l’idea, nell’ambito del progetto “Modello Sorrento”, della realizzazione del brand Città di Sorrento. Proposta già approvata dalla giunta municipale e destinata a concretizzarsi già nei prossimi giorni grazie al finanziamento previsto di 85mila euro.

Il marchio, come spiega Iaccarino, sarà “un segno distintivo in grado di rappresentare la Città di Sorrento non solo nella sua forma amministrativa e nella sua sola forma turistica o economica, ma costituirebbe espressione d’insieme di una identità specifica tale da rendere la Città riconoscibile e concorrenziale”. In tal modo si potrà più “efficacemente diffondere l’immagine culturale, paesaggistica, artistica, storica, turistica e produttiva di Sorrento, a livello nazionale e internazionale, veicolandone i valori legati alla cultura, all’arte e alle tradizioni locali”.

Allo stesso tempo Iaccarino ha proposto di realizzare uno slogan con cui “rafforzare ed indicizzare le caratteristiche più utili alla promozione territoriale». Claim utile per il lancio di «un’intensa campagna pubblicitaria di tutte le iniziative turistiche che verranno promosse dal Comune, sempre ai fini del rilancio e della promozione del territorio”.

Nel frattempo l’esecutivo ha anche approvato la proposta dell’assessore ai Tributi, Antonino Fiorentino, lasciando invariate le tariffe dell’imposta di soggiorno rispetto a quelle in vigore. Pertanto negli alberghi fino a tre stelle così come in campeggi, ostelli ed agriturismo si continua a pagare 1,50 euro a notte, nei 4 stelle come nelle strutture extralberghiere la tariffa è di 3 euro, mentre nei 5 stelle si versano 4 euro.

Proprio il gettito dell’imposta di soggiorno può dare l’idea della contrazione che il settore del turismo ha avuto nel 2020 a Sorrento. “Nel 2019 – spiega il responsabile dell’ufficio Tributi del Comune, Giulio Bifani – abbiamo incassato circa 6 milioni e 500mila euro, nel 2020 solo un milione e 250mila euro”. In pratica il 20 per cento dell’anno precedente che ha rappresentato una stagione record. Bisogna anche considerare che l’intera somma è relativa al periodo luglio ed agosto e prima metà di settembre, vale a dire tra la prima e la seconda fase della pandemia che ha favorito le vacanze degli italiani sebbene le frontiere fossero chiuse.

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