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L’ex presidente del Consiglio comunale Marzuillo: “A Sorrento opposizione assente”

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Nel Consiglio comunale di Sorrento l’opposizione non fa sentire la propria voce e questo non aiuta la crescita della città. Lo afferma l’ex presidente dell’assemblea cittadina, Stefano Marzuillo, che ha affidato la sua riflessione ad un post pubblicato su Facebook.

“Ho lasciato trascorrere qualche giorno, in attesa che la notizia fosse ripresa e magari approfondita. Invece è passato tutto in sordina e già questo aspetto mi fa riflettere – sottolinea Marzuillo -. Lo scorso 12 maggio, il Consiglio comunale ha approvato in pochi minuti il bilancio di previsione, con il voto favorevole di tutti, maggioranza e opposizione, con la sola astensione di Alessandro Acampora”.

In pratica nessuno ha sollevato dubbi in merito ai contenuti di quello che è strumento cardine dell’attività amministrativa. “È comprensibile – chiarisce Marzuillo – che ad un’amministrazione giovane, appena insediata, venga data fiducia. Ma questo non deve significare l’appiattimento totale del confronto”.

In passato non di rado dal confronto si passava addirittura allo scontro dialettico, sfiorando quello fisico. “Certamente – ricorda l’ex presidente dell’assise – sono finiti i tempi in cui sul bilancio (atto fondamentale di un qualsiasi governo, anche locale) ci si azzuffava fino alle 4 del mattino. Ma neanche va bene il silenzio totale e la mancanza assoluta di stimoli. La dialettica ed il confronto sono fondamentali”.

“Le minoranze hanno un ruolo determinante in Consiglio comunale ed hanno il dovere di rappresentare quella parte di cittadini che li ha scelti – evidenzia Marzuillo -. Un’opposizione tenace e fatta di contenuti, non è altro se non uno stimolo per un’amministrazione a svolgere al meglio il proprio ruolo. E tanto più costruttiva può essere un’opposizione, se (come nel caso di Sorrento), tra i suoi banchi vi siedono ex amministratori che ben conoscono la macchina comunale. Il “volemose bene” non fa bene alla città. E una democrazia senza minoranza, democrazia non è”, conclude l’ex presidente.