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La tradizione delle processioni in penisola sorrentina spiegata da don Ciro Esposito

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Don Ciro Esposito, oltre ad essere il parroco della chiesa di San Ciro e San Giovanni di Vico Equense, è anche il responsabile delle confraternite dell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia. Ora che la tradizione delle processioni in penisola sorrentina, dopo due anni di stop a causa della pandemia, può ripartire, il sacerdote spiega come e quando sono nati questi suggestivi riti e le nuove disposizioni introdotte per evitare rischi di contagi.

Quando nascono le processioni in penisola sorrentina?
“La processioni in penisola sorrentina nascono verso la fine del ‘500 inizio ‘600, sotto l’ispirazione dei gesuiti che nella sera del Giovedì Santo, uscivano in visita penitenziale agli altari della Reposizione. In seguito l’arciconfraternita di San Catello e Della Morte di Sorrento, iniziò a fare la processione del Cristo Morto e dell’Addolorata, siamo agli inizi del ‘700. Ad essa guardarono tutte le altre confraternite della penisola che aggiunsero negli anni la seconda processione del venerdì sera”.

Quante sono oggi le processioni che si svolgono tra Giovedì e Venerdì Santo?
“Le processioni in linea generale sono 3: la prima è quella del Giovedì sera e si svolge intorno alle 20, ha un aspetto molto eucaristico e celebra il mistero della cena, in questa prima processione non viene portata alcuna statua, ad eccezione dei Giuseppini che portano la statua del Cristo Orante nell’orto degli ulivi. La seconda processione è quella che si svolge nella notte tra il giovedì ed il venerdì mattina, nel gergo popolare, è la processione dell’Addolorata, della madre che va in cerca del figlio. L’ultima processione è quella del venerdì sera del Cristo morto”.

Quante sono le Confraternite in diocesi, partecipano tutte alla processione?
“La nostra diocesi conta 49 confraternite di cui 8 presenti nell’area stabiese e le restanti in penisola, di queste, sono 21 quelle che partecipano alla processione tra Giovedì e Venerdì Santo, alcuni gruppi si organizzano anche più di una processione nello stesso giorno. Cambiano i colori a seconda della confraternita o congregazione, abbiamo il bianco, il nero ed il rosso. L’Arciconfraternita dell’Assunta e Monte dei morti a Vico Equense, è la più giovane di quelle in uscita il venerdì, nata circa 25-26 anni fa, ed ha il colore viola”.

Quali sono i regolamenti che le confraternite, come si entra a far parte di esse?
“Per entrare a far parte di una confraternita, bisogna fare richiesta al consiglio di amministrazione, che si esprime nel corso dell’assemblea, vagliando la domanda del confratello o la consorella. Le confraternite sono sottoposte alle disposizioni del codice di diritto canonico, ognuna si governa da sé, ed è questo il motivo per il quale quest’anno alcune di esse hanno scelto di non partecipare alla processione. È il consiglio di amministrazione ad avere sempre l’ultima parola. La nostra arcidiocesi, in seguito alla decisione dei vescovi della Campania, si è detta favorevole alle processioni, stabilendo un protocollo in accordo con le autorità civili competenti del territorio”.

Come le processioni incideranno sulla nuova evangelizzazione?
“Noi pensiamo che esse rappresentino un segnale di speranza, la nostra è una ripresa attenta, che procede con le dovute cautele. Le confraternite devono, in questo momento, accogliere il profondo messaggio di Papa Francesco e basare la propria vita e il proprio operato sui tre punti cardini del cammino: evangelicità, ecclesialità, missionarietà. Non dimentichiamo che la processione è una preghiera, è una continuazione dell’azione liturgica, oggi più che mai, rappresentano un cammino per dire no alle ingiustizie, alle guerre, a tutte quelle che si combattono nel mondo”.

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