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La suggestione del rito in ricordo dei morti in mare al Vervece di Massa Lubrense – foto –

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Una giornata particolare, di fede, di passione religiosa per gli “innammorati” del Vervece e della sua Madonnina sommersa. Lo specchio d’acqua antistante il ”santuario mariano” con la sua Madonnina sommersa, protettrice dei sub e di quanti vivono e lavorano sul mare, già nella prima mattinata di ieri era affollato da imbarcazioni dei numerosi diportisti decisi a godere gli ultimi scampoli di un’estate meteorologicamente positiva e da grosse unità navali della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza, dai gommoni dei nuclei sommozzatori dei Carabinieri e delle Fiamme Gialle per la 47esima edizione dell’appuntamento con la “Madonnina del Vervece”.

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A celebrare la liturgia eucaristica sullo scoglio, situato a meno di un miglio dal porto di Marina della Lobra, monsignor Antonio Di Donna , vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana. Intorno al piccolissimo altare fedeli d’eccezione: l’Ammiraglio Pietro Vella, Direttore Marittimo della Campania, Capo del Compartimento Marittimo e Comandante del Porto di Napoli, il Tenente Colonnello Rosario Vicedomini, Comandante del Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli, il Capitano di Fregata (Cp), Achille Selleri, Comandante della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, l’oncologo di fama internazionale Paolo Ascierto, la farmacologa Bianca Iengo, direttrice del presidio diocesano Gocce di Carità Farmaciasolidale, la dottoressa Grazia Formisano, direttrice del distretto Sanitario 59 dell’Asl Napoli 3 Sud, tutti insigniti del premio Vervece, il sindaco di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli, il notaio Giancarlo Iaccarino, presidente del Circolo Nautico Marina della Lobra, familiari di persone scomparse in mare, per assistere con fede profonda ad una celebrazione particolare, unica nel suo genere, su un tempio senza confini, la “Madonnina del Vervece”.

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Prima della Celebrazione della Santa Messa, il vescovo Di Donna, ha benedetto le cinque nuove targhe incastonate sulla superficie emersa del Vervece, dedicate a Giovanbattista Valiante d’Avena, a Maurizio Miraglia del Giudice, Girolamo Beone, a Carlo Franco e Maria Teresa Campili. In contemporanea con la deposizione della corona d’alloro ai piedi della statua della Madonnina da parte degli uomini dei nuclei sommozzatori della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, l’Ave Maria, cantata per devozione dal soprano di Massa Lubrense Maria Ercolano.

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Momenti di particolare emozione al rientro in porto, durante la consegna dei premi Vervece e degli attestati di benemerenza, per la presenza di un gruppo di ragazzi disabili accompagnati dalla presidente dell’Associazione “Oltre I Sogni”, Angela Sorrentino, che hanno consegnato ai premiati una artistica ceramica con immagine della Madonnina realizzata per l’occasione. L’attore Marco Palmieri ha recitato “‘O Mare”, di Eduardo De Filippo.

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