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Gaffe di Concita De Gregorio su Massa Lubrense e le scuole italiane

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“Una gaffe ci può stare. Capita a tutti. Ma fatta da una giornalista del calibro di Concita De Gregorio in un momento drammatico come la fine del governo di Mario Draghi, per ben due volte, prima su LA7 e poi sul suo blog è un po’ troppo”. A bacchettare la nota giornalista è il sindaco di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli.

Ma perché il primo cittadino di un Comune della penisola sorrentina ha deciso di richiamare l’autorevole firma di Repubblica? Questa la frase incriminata: “Draghi è come un professore di Harvard che ha avuto la supplenza all’Alberghiero di Massa Lubrense” incipit di un commento alla crisi di governo.

“Sono innanzitutto dispiaciuto, e molto, per i ragazzi e gli insegnanti della sede di Massa Lubrense del Polispecialistico “San Paolo”, una scuola di vera eccellenza che prepara i giovani a lavorare nel mondo del turismo sottolinea il sindaco Balducelli -. Sono stati ingiustamente offesi. Concita De Gregorio ha toppato su Massa Lubrense. Forse non sa che questo territorio si dedica con successo all’accoglienza turistica ed alla ristorazione da sempre. In questo campo il nostro territorio è una vera eccellenza. Abbiamo una concentrazione di ristoranti stellati unica al mondo e se a questo aggiungiamo le chiocciole e le forchette delle migliori guide gastronomiche posso tranquillamente affermare che Massa Lubrense è una Harvard del turismo e della ristorazione.

Nella nostra “Università” insegnano maestri di fama mondiale come Alfonso Iaccarino, antesignano della valorizzazione della dieta e dei prodotti mediterranei di eccellenza nel suo “ateneo” Don Alfonso 1890 e “professori” come i Caputo della Taverna del Capitano, i Mellino del 4 passi, gli chef del Relais Blu, ma anche i Mazzola della Torre, i De Gregorio dello Stuzzichino e locali storici d’Italia come il Francischiello, alla quarta generazione di ristoratori e tanti altri che per amore di brevità non posso purtroppo nominare – aggiunge il sindaco Balducelli -. Concita De Gregorio ha toppato forse non è stata dalle nostre parti. Ha un modo per rimediare: venire a Massa Lubrense, parlare con i professori della nostra Harvard del gusto e soprattutto incontrare i ragazzi ed i professori del “San Paolo” e dire: “mi sono sbagliata, scusatemi”. I “grandi” fanno così. Noi speriamo che questo accada”.

Sulla vicenda interviene anche la dirigente dell’istituto polispecialistico San Paolo, Amalia Mascolo. “A Massa Lubrense c’è una sede distaccata dell’istituto Polispecialistico San Paolo, non classi dell’alberghiero – chiarisce la preside -. Che poi l’inesistenza del’Istituto a cui fa riferimento non è il (vero) problema. Ciò che mi ferisce e mi offende è l’idea sottostante. Un istituto professionale non vale altre scuole. Un istituto professionale. Del Meridione. Con una frase, due stereotipi. Peggio era difficile fare… Quanta poca sinistra, quanta poca sensibilità, quanta poca lungimiranza, quanta poca umanità”. La dirigente Mascolo ha poi lanciato l’hashtag #iosonounalberghierodiMassaLubrense.

Inutile dire che sono già tantissime le prese di posizione che stanno inondando il web ed il mondo dei social per le parole della De Gregorio. “Solidarietà a Massa Lubrense e ai suoi studenti – scrive ad esempio Costantino D’Argenio -. Uscita infelice, arrogante e superficiale di una giornalista che per mestiere dovrebbe approfondire”. Antonella Scognamiglio scrive che “ci sono eccellenze italiane, come la scuola di Massa Lubrense e i suoi allievi e docenti, che non vengono oscurate nemmeno da affermazioni di pessimo gusto di giornalisti pseudoborghesi a cui l’esperienza lavorativa ha insegnato poco: che pena”. “Ci sono persone a Massa Lubrense, che dopo l’alberghiero, sono arrivate ad essere a capo di strutture turistiche con oltre 1.500 persone e 6.000 ospiti, gestendo budget di decine e decine di milioni di dollari, con eccellenti risultati riconosciuti in tutto il mondo ed arrivando a ricoprire ruoli da top manager – commenta Gaetano Fontana -. A Massa Lubrense abbiamo risorse umane alberghiere che sono delle eccellenze che da sempre e ancor di più oggi risultano essere il fiore all’occhiello delle aziende per cui lavorano, ovviamente tutti provenienti dall’alberghiero”. “In Italia – secondo Tatiana Di Maio – non esistono né scuole, né docenti di serie B ed è ancora più infelice il riferimento al confronto con scuole fuori dal territorio nazionale: imperdonabile». E via così.

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