Diventa un caso la lettera del responsabile della Municipale di Sorrento

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SORRENTO. Diventa un caso la lettera aperta che il responsabile della polizia municipale di Sorrento, il tenente Giuseppe Coppola, ha inviato ai propri sottoposti per sottolineare l’approccio all’emergenza Covid-19. Nota inviata anche al sindaco, Giuseppe Cuomo, e di cui noi di SorrentoPress abbiamo pubblicato un ampio stralcio. Ora, i sindacati Cgil e Uil chiedono di verificare una parte delle dichiarazioni del tenente Coppola.

Di seguito la nota che le organizzazioni sindacali hanno inviato ai vertici del Comune di Sorrento ed alla nostra redazione.

Le scriventi organizzazioni sindacali CGIL e UIL chiedono l’avvio di un’indagine amministrativa circa il contenuto della nota prot. 12958/2020 siglata della P.O. della Polizia Locale e apparsa anche sul sito Sorrentopress.it il 09/04/2020, in particolare nella parte in cui la P.O. stessa testualmente asserisce “il mio GRAZIE va a quanti – e non sono pochi – non hanno avuto la codardia di trovare scuse per estraniarsi dalla lotta e che hanno afferrato gli sforzi profusi che hanno consentito di ottenere la sanificazione dei locali e dei veicoli..”

L’affermazione che sembrerebbe diretta in chiave accusatoria a parte del personale della P.L., se confermata, è di per se gravissima e diffamatoria con l’aggravante di averla resa pubblica sul sito sorrentopress.it. Si invita pertanto il dirigente della P.L. ad avviare e/o fare avviare una necessaria indagine amministrativa per verificare il senso di quanto affermato, sottoscritto e dichiarato alla stampa dalla P.O.

Cioè accertare se effettivamente si intendesse con le riportate affermazioni affermare che dall’inizio della emergenza COVID-19 dipendenti, a dire della P.O. “CODARDI” hanno “TROVATO SCUSE” per estraniarsi dalla lotta…..

Logicamente se quanto dichiarato dalla P.O. è teso ad affermare quanto sopra si chiede di appurare con riscontri concreti indicando nomi, fatti e circostanze e procedere di conseguenza, in caso contrario, ci si troverebbe di fronte ad affermazioni false, offensive ed infamanti per le quali, parimenti si chiede di agire conseguentemente, considerando che le predette affermazioni sono aggravate dal grado rivestito da chi le ha profferite.

Le scriventi si riservano, laddove si verificasse inerzia da parte del dirigente tenuto a procedere, ad attivarvi in tutte le sedi previste dalla legge al fine di tutelare la dignità dei lavoratori palesemente calpestata.

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