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Casi di influenza aviaria in penisola sorrentina, scatta la profilassi

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L’influenza aviaria H5N1 mette in allarme la penisola sorrentina. Due casi sono stati riscontrati in altrettanti animali selvatici rinvenuti privi di vita a Sorrento e Vico Equense nei giorni scorsi. Le carcasse sono state inviate all’Istituto zooprofilattico delle Venezie che ha eseguito gli esami dai quali è emersa la positività al ceppo altamente patogeno Hpai.

Alcuni focolai del virus erano già stati individuati nel Nord Italia, in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, per poi arrivare il mese scorso anche in Puglia e nel Lazio. In Campania, invece, l’influenza aviaria ha colpito i rapaci detenuti in cattività a Stella Cilento, un Comune della provincia di Salerno.

Ora è arrivata anche in costiera sorrentina. L’Osservatorio epidemiologico dell’Asl Napoli 3 Sud ritiene che si tratti di un unico focolaio che si estende in un raggio di 3 km. Si rende pertanto necessario adottare i provvedimenti di polizia veterinaria che impongono l’adozione di una zona di protezione di 5 km di raggio intorno ai focolai. Fascia nella quale rientrano i 6 Comuni della penisola sorrentina.

Territorio all’interno del quale scattano le misure imposte dal direttore del dipartimento di Prevenzione sanità animale, Carmine Carbone. Si procederà all’identificazione di tutte le aziende avicole, sia commerciali che non, per l’attuazione delle misure di biosicurezza per il pollame e gli altri volatili in cattività, anche attraverso la disinfezione dei punti di ingresso ed uscita dai locali in cui vengono tenuti gli animali.

Le stesse specie saranno segregate nell’azienda, mentre scatta il divieto di trasporto a meno che non si ottenga l’autorizzazione da parte dell’Asl dopo il sopralluogo del veterinario ufficiale. Vietata anche la spedizione di uova da cova. Stop anche al trasporto e spargimento di concime non trasformato proveniente da allevamenti che sorgono nella zona di controllo.

In questi giorni viene avviata una campagna di informazione rivolta alla popolazione ed anche ad allevatori, cacciatori e bird-watcher. È opportuno chiarire che l’influenza aviaria non si trasmette all’uomo tranne che in rarissimi casi.

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