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Casa abusiva da demolire a Vico Equense, salva grazie all’acquisizione

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La casa è abusiva e deve essere abbattuta, ma il Comune l’acquisisce al proprio patrimonio e la Corte d’Appello sospende il provvedimento di demolizione. Una sentenza che può definirsi storica per quanto riguarda le cosiddette case di prima necessità. Al centro della vicenda un immobile che sorge a Vico Equense, Comune vincolato alle stringenti regole urbanistiche del Put. Una casa di poco più di 90 metri quadrati che sorge in corso Caulino, in località Seiano, era destinata ad essere demolita. La Procura Generale aveva già adottato il provvedimento di sgombero ed ottenuto la provvista finanziaria necessaria alla esecuzione dell’intervento. La famiglia che occupa l’immobile, una coppia di coniugi che convive con anziani e figli minori, era in preda alla disperazione, poiché non aveva un altro posto dove andare ad abitare.

Così il Comune di Vico Equense, aveva deliberato l’acquisizione della casa al patrimonio comunale, destinato ad housing sociale, ed affidato ad un legale l’incarico di proporre l’incidente di esecuzione per contrastare la demolizione. con la Corte di Appello di Napoli, con provvedimento fuori udienza, ha sospeso l’esecuzione, avendo ritenuto che l’istanza di sospensione “meriti accoglimento, atteso che l’esecuzione dell’ordine di demolizione potrebbe irreparabilmente pregiudicare l’interesse del Comune di Vico Equense all’acquisizione delle opere nelle more della celebrazione dell’incidente di esecuzione”.

L’amministrazione di Vico Equense aveva motivato l’acquisizione conservativa con la “!straordinaria contingenza economica di eccezionale gravità per effetto della persistente emergenza pandemica, che suggerisce di adottare atti che vadano nella direzione di alleviare il disagio sociale delle persone che hanno una esigenza abitativa e che, nello stesso scopo, producano economia (con risparmio su demolizione e ripristino) e migliorino il bilancio dell’Ente comunale (consentendo di produrre reddito con canoni di locazione e/o proventi delle alienazioni)”.

È superfluo precisare che comunque gli occupanti l’abitazione, con l’acquisizione da parte del Comune, perdono ogni diritto di proprietà sull’immobile e potranno continuare ad abitarlo solo versando un canone di locazione all’ente pubblico e sempre che questi non decida di utilizzarlo per uno scopo diverso. Nel caso il Comune decidesse di venderlo potranno però riacquistarlo.

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