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Alfonso Iaccarino: Vaccini per tutti e Green Pass obbligatorio

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“La priorità assoluta è portare a vaccinare gli indecisi. Se anche il Green Pass per i ristoranti può dare una mano, ben venga. Gli scienziati dicono che solo con i vaccini possiamo combattere contro questo nemico invisibile”. Alfonso Iaccarino, chef pluristellato del Don Alfonso di Sant’Agata sui due Golfi e assessore al Turismo del Comune di Sorrento spiega al Mattino in un’intervista ad Antonino Pane pubblicata ieri di essere favorevole a rendere il Green Pass obbligatorio anche per accedere ai ristoranti, ai bar ed in genere ai locali pubblici.

Non teme un calo dei clienti?
“Assolutamente no. Anzi, garantendo la massima sicurezza sono sicuro che il lavoro aumenterà invece di diminuire”.

Intanto dovrete controllare all’ingresso il Green Pass.
“Non cambia nulla. Noi oggi già siamo obbligati a misurare la febbre. Vuol dire che cambiamo solo il tipo di controllo. Però dopo siamo certi di offrire un ambiente sano a tutti, ai clienti, al personale, a noi stessi che viviamo il lavoro in maniera partecipata. Credo proprio che questa del Green Pass sia la scelta giusta”.

La estenderebbe anche ai bar e a tutti i locali pubblici?
“Certamente. Chi non si vaccina deve sapere che non potrà frequentare locali. Sono convinto che molti titubanti si faranno avanti e così si mette in sicurezza tutto il Paese”.

Intanto però i positivi aumentano. La variante Delta continua a far salire l’indice dei contagi.
“Sì. Ma gli scienziati ci dicono anche che, con la doppia dose di vaccino, l’infezione non provoca danni preoccupanti. E i risultati che i media diffondo in queste ore sembrano confermare in pieno questa posizione. Bisogna dare certezze alla gente. Se ora siamo in questa posizione è perché sono stati commessi diversi errori nella comunicazione. Ci vuole chiarezza e regole certe. Il Green Pass può aiutare a convincere gli indecisi e allora diciamo subito sì, senza tentennamenti”.

Intanto bisogna scaricare quello che si chiama Eu Digital Covid Certificate.
“Mi sembra un’operazione abbastanza semplice. Comunque sarebbe solo un bene far partire una campagna pubblicitaria con i vari passaggi spiegati in maniera elementare. Si potrebbe pensare anche a dei punti di distribuzione dei certificati all’ingresso dei supermercati e dei centri commerciali. Bisogna fare di tutto per semplificare. Oggi, ad esempio, c’è già incertezza sulla validità del certificato con una sola dose. Ci vuole una sola parola. Ma non solo in Italia, direi in tutta l’Europa».

E infatti la procedura del Green Pass per entrare nei locali pubblici andrebbe estesa a tutta l’Europa.
“Certo, sarebbe tutto più lineare anche per gli ospiti che vengono in vacanza dalle nostre parti. Deve diventare un’abitudine usare il Green Pass negli aeroporti, nelle stazioni, negli autogrill e poi nei ristoranti, nei bar, nei locali pubblici in genere”.

E gli alberghi?
“Certo anche negli alberghi. Noi in penisola sorrentina abbiamo vaccinato con una iniziativa di Federalberghi tutto il personale. Oggi non abbiamo strutture con personale non vaccinato. E allora se abbiamo fatto uno sforzo per mettere in sicurezza i clienti, non vedo perché non dovremmo pretendere anche da loro l’esibizione del Green Pass. Se siamo tutti vaccinati in albergo o al ristorante o al bar, e dico anche in discoteca, è chiaro che il rischio di ammalarsi diventa veramente minimo”.

Sorrento, nonostante l’assenza degli inglesi, sembra che si comincia a rivedere un discreto numero di ospiti.
“Certamente. E sono convinto che ad agosto e settembre le cose andranno ancora meglio. Se il Green Pass diventa obbligatorio aumenterà anche il movimento turistico, non ho dubbi. Chi resta a casa è solo perché teme di ammalarsi. Garantire a tutti che non ci saranno persone non vaccinate in giro potrà fare solo del bene”.

Fiducioso, insomma.
“Ho fiducia negli scienziati. Hanno detto che per estirpare questo male dobbiamo vaccinarci in tanti. Per arrivare a questo risultato ci vorrà del tempo. Ma ben vengano tutte le iniziative messe in campo per convincere gli indecisi a vaccinarsi. Dobbiamo convivere con questo problema, facciamo in modo da renderlo il più sopportabile possibile. Ecco perché dico che il comparto turistico, quello più danneggiato da questa situazione, deve accettare di buon grado ogni regola messa in campo per portare la gente a vaccinarsi”.