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Un nuovo autolavaggio a Piano di Sorrento, insorge il Wwf

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PIANO DI SORRENTO. Il Comune autorizza la costruzione di un autolavaggio, ma incontra la ferma opposizione del Wwf. La questione nasce dal permesso a costruire rilasciato dagli uffici comunali di Piano di Sorrento a favore della società che gestisce un impianto per la distribuzione di carburanti. Intervento contro il quale si schierano gli ambientalisti.

Di seguito la nota del Wwf Terre del Tirreno:

Nel comune di Piano di Sorrento, con Permesso di Costruire n° 669/08 rilasciato alla OSA S.p.a. nell’agosto 2010 fu delocalizzato l’impianto di distribuzione dei carburanti Esso da via Bagnulo a via dei Platani, con la distruzione di un ennesimo tassello di un fondo agricolo del territorio comunale. Dopo 10 anni, con Permesso di Costruire n° 830/19 rilasciato alla OSA S.p.a. si sta costruendo ora un nuovo autolavaggio con ulteriore consumo di suolo agricolo.

“Sembrerebbe che la priorità post Covid-19 a Piano di Sorrento sia quella di assicurare la pulizia delle nostre autovetture – dichiara Claudio d’Esposito del Wwf Terre del Tirreno -. Eppure di autolavaggi nella stessa via dei Platani, ad appena pochi metri, ne è presente già un altro all’interno di una mega-pompa di benzina, e nei pressi in via Gennaro Maresca, via delle Rose e via Mortora San Liborio, ve ne sono addirittura a decine.

Il Wwf ritenne sin dal nascere che tale autorimessa, posta su di una arteria stradale ad intenso traffico veicolare come via dei Platani, proprio per la sua ubicazione, fosse in palese contrasto con l’art. 39 delle stesse norme di attuazione del Piano Comunale di Razionalizzazione della Rete di Distribuzione Carburanti (approvato con D.C. n. 61 del 30.11.2006) che impone, in ottemperanza alla Delibera Regionale 8835/99, lettera e – per motivi di sicurezza, una distanza dall’accesso a tali strutture non inferiore a ml. 95 da incroci stradali e da accessi di rilevante importanza.

È facile documentare come, contrariamente a quanto previsto dalla normativa, l’impianto realizzato appare posto invece a meno di 95 ml dall’incrocio con via Cavone e, per la precisione, ad appena 34 metri. Per tali motivi il Wwf chiese, invano, di revocare in Autotutela il Permesso di Costruire rilasciato alla OSA S.p.a. essendo l’accesso della Stazione di Carburanti posto all’interno della “distanza di visibilità pari allo spazio di frenata” richiesta come condizione indispensabile dallo stesso C.d.S. – art. 46 comma 2 lettera a) del D.P.R. 495/92.

È indubbio che l’immissione della via dei Platani sulla via Cavone costituisce un incrocio di rilevante importanza, anche in considerazione che esso è un punto assolutamente strategico, di “deflusso” di tutti i veicoli in uscita dalla penisola sorrentina, dall’intenso traffico veicolare e dove si sono già verificati incidenti in passato anche mortali.

Inoltre la Commissione Edilizia Ambientale espresse il suo parere anche, ed in particolare, in relazione alla perizia giurata agronomica integrativa. In tale perizia (a firma del dott. Agr. Paolo Simone Casa) si accertava la presenza di circa 35 alberi di arancio nella zona interessata ai lavori in progetto e si dichiarava, sempre in perizia, che “tutti gli alberi presenti sulla superficie di 1040 mq subiranno il trapianto e tutti saranno impiegati alcuni sul lato interno della zona in oggetto mentre gli altri alberi saranno trapiantati nel fondo contiguo al fine di non sottrarre al territorio nessun albero presente nel sito”.

Allo scopo di tutelare i suddetti soggetti arborei, si sottolineava l’importanza della scrupolosità nella metodica di realizzazione del trapianto. Di fatto in difformità dalla relazione agronomica allegata al progetto numerosi alberi furono eliminati durante le operazioni di espianto mentre altri sono morti subito dopo, il che va a costituire a nostro avviso una difformità sostanziale in relazione al progetto approvato. Tale circostanza acquista importanza anche in virtù del fatto che lo stesso permesso di costruire fu assoggettato al rispetto delle prescrizioni.

A tutto ciò si aggiunge ora il rilascio di un’ennesima autorizzazione all’espianto di altri alberi e alla cementificazione del suolo per realizzare un autolavaggio. Gli impianti di autolavaggio hanno natura di insediamenti produttivi in quanto utilizzano in grande quantità e con continuità non solo detersivi ma anche altri materiali, che interagiscono con le operazioni di lavaggio dando luogo ad un inquinamento chimico ripetuto e costante.

Non tutti sanno che lavare l’auto ha un preciso impatto ambientale: per un auto si consumano in media 150-200 litri d’acqua, 600 litri per lavare un camion. L’impatto ambientale è enorme nonostante l’uso di prodotti più o meno eco-friendly. Di solito si usano detergenti organici e siliconici, in media 100 grammi per lavare un’auto e 500 grammi per lavare un camion. Vanno aggiunte le cere e le sostanze schiumogene, in media 50 grammi per un’auto e 250 grammi per un camion. Tutte sostanze che inquinano, insieme all’acqua sprecata. Eppure c’è gente che non si sposta senza che la propria auto sia perfettamente pulita e luccicante”.

Il Wwf ha chiesto al Comune di revocare in autotutela il permesso di costruire rilasciato per la costruzione dell’autolavaggio”.