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Spaccio in costiera sorrentina, condanne ridotte

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Giro di droga destinata alle piazze della penisola sorrentina, la Corte d’Appello riforma la sentenza di primo grado, ma con gli sconti di pena arrivano comunque le condanne per i primi cinque imputati. I giudici confermano le ricostruzioni degli inquirenti secondo le quali lo spaccio era gestito dal gruppo che faceva capo al clan Di Martino di Gragnano, e tra i pusher c’era anche un minorenne che gestiva una delle piantagioni di canapa indiana sul monte Faito.

Sei anni e due mesi di reclusione dovrà scontare Mario Molinari, cognato del capoclan Leonardo Di Martino. L’uomo, residente nella zona alta di Vico Equense, ottiene comunque uno sconto di pena di circa due anni. Sempre a Vico Equense c’era anche Giuseppe Di Martino condannato a cinque anni e due mesi. La vigilanza del clan Di Martino era affidata a Fabio, figlio del boss, condannato a quattro anni e quattro mesi. Due mesi in meno, invece, per il giovane di Vico Equense, Luigi Cioffi (il quale non ha confessato come invece era stato riportato in un primo momento). Tra i soggetti coinvolti c’era anche una ragazza, Viviana De Liso, che, con lo sconto di circa due anni, si è vista ridurre la pena da scontare a tre anni e dieci mesi di reclusione.

Tutti gli imputati un anno fa avevano scelto il rito abbreviato in primo grado ed hanno ottenuto ieri sconti di pena in Appello. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il gruppo aveva avviato lo spaccio di marijuana e skunk in costiera, vendendo droga soprattutto ai giovanissimi. Erano coinvolti nel business una ventina di spacciatori pronti ad usare qualsiasi mezzo per intimidire la concorrenza. Il business della famiglia Di Martino avrebbe fruttato incassi superiori al milione di euro, anche perché la droga veniva venduta a prezzi più alti di quelli normalmente praticati tra Castellammare e l’area sorrentina: fino a 50 euro per un grammo di cocaina, 30 per uno di hashish e 20 per uno di marijuana.