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Serrata dei commercianti di Sorrento: #Siamoaterra – foto –

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Hanno affidato all’hashtag #Siamoaterra le loro rimostranze. I commercianti di Sorrento fanno sentire il loro grido di dolore, senza urla e proteste eclatanti, ma in modo sobrio e pacato, come si usa da queste parti. Gli esercenti aderenti a Confcommercio hanno però deciso di manifestare pubblicamente tutto il loro disagio. E lo hanno fatto chiudendo le attività alle 11 di oggi e poi piazzandosi all’esterno delle saracinesche abbassate mostrando i cartelli con la semplice scritta #Siamoaterra.

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L’iniziativa si è svolta in contemporanea con quella organizzata a Napoli dalla Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) alla quale ha preso parte in rappresentanza dei titolari delle attività di Sorrento, Natale Attardi, presidente della locale sezione di Confcommercio.

“La protesta – spiega Rossella Di Leva del direttivo sorrentino dell’associazione – nasce con l’obiettivo di far sentire la nostra vicinanza ed il nostro sostegno ai manifestanti di Napoli, quelli delle categorie che il governo ha deciso di chiudere con l’ultimo Dpcm. Le nostre attività, invece, non sono state chiuse, ma è come se lo fossero. Anzi così siamo stati penalizzati due volte”.

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Perché? “Semplice, perché non siamo stati chiusi ma il Presidente del Consiglio ha espressamente invitato gli italiani ad uscire il meno possibile – chiarisce Di Leva -. Allora chi pensate possa entrare in un negozio che non venda generi di prima necessità? Poi, visto che non ci hanno imposto la chiusura, non abbiamo diritto ad alcun sostegno”.

Una situazione difficile per i commercianti di Sorrento, che quest’anno hanno dovuto fare i conti anche con il quasi totale azzeramento dei turisti che, in genere, rappresentano una voce importante del loro volume di affari. “Registriamo un calo medio del fatturato del 70 per cento – conclude Rossella Di Leva -. Almeno avrebbero dovuto bloccare i pagamenti. Oltre alle tasse, nazionali e locali, dobbiamo pagare i canoni di locazione, gli stipendi ai dipendenti e le altre spese (acqua, luce, telefono): #Siamoaterra”.