Rimossi gli abusi, l’albergo del sindaco ora è in regola

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META. Sono state rimosse le vetrate abusive dalla terrazza affacciata sul mare dell’hotel di famiglia del sindaco Giuseppe Tito. Il Comune può così revocare l’ordinanza che imponeva il ripristino dello stato dei luoghi emessa nel 2011 nei confronti della società che gestisce la struttura ricettiva Giosuè a mare, di cui fa parte il primo cittadino di Meta insieme alla madre, ai fratelli ed alle sorelle.

Una vicenda che risale a sei anni fa, quando i carabinieri di Sorrento ed i tecnici del Comune di Meta durante un sopralluogo verificarono che la terrazza era stata illegittimamente chiusa e da essa era stato ricavato uno spazio utile per i tavoli e le sedie del ristorante dell’albergo. In pratica era emerso che tra i pilastri erano stati collocati infissi in alluminio in modo tale da ottenere un aumento di cubatura utile pari a 364 metri cubi.

Tre mesi dopo a Filomena Romano, legale rappresentante della società titolare dell’albergo e madre del sindaco Tito, era stata notificata un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi: che le intimava, entro 90 giorni, di rimuovere le vetrate abusive installate sulla terrazza.

Arriviamo così allo scorso mese di maggio quando si è detta pronta a rimuovere le vetrate. I lavori hanno preso il via a inizio giugno per concludersi due settimane fa. A questo punto il Comune ha disposto la revoca dell’ordinanza di ripristino. Allo stesso tempo, è arrivato il via libera all’installazione di tre vetrate al livello della terrazza coperta prospiciente l’arenile, infissi che non comportano alcun aumento di volume dell’albergo, ma che saranno utili per proteggere il locale dalle mareggiate.

Si conclude così un’altra questione legata al Giosuè a mare dopo che all’inizio dello scorso giugno, dopo dieci anni di battaglie giudiziarie, il Comune ha acquisito al proprio patrimonio tre stanze abusive per le quali era stata firmata un’ordinanza di ripristino risalente al 2007. Da quel momento, però, il provvedimento non era stato eseguito perché oggetto di un contenzioso tra il Municipio e la società titolare dell’albergo. Un caso che ha spinto il Movimento 5 Stelle a presentare un’interrogazione parlamentare, prima che le stanze abusive entrassero a far parte del patrimonio comunale.