“Rifiuti zero”, una serie di incontri in penisola sorrentina

zero-waste-sorrento

Sabato prossimo, 25 giugno, nella zona della penisola sorrentina, si svolgeranno 4 incontri dedicati alla buone pratiche nella strategia “Rifiuti Zero”, emblema della cultura della sostenibilità e quindi del rispetto e della conservazione dell’ambiente, con particolare riferimento al settore della ricezione turistica che, per definizione, si alimenta delle bellezze e delle peculiarità del territorio.

Sono state programmate tavole rotonde a Massa Lubrense, Sorrento, Piano di Sorrento e Meta che vedranno come  ospite di assoluto rilievo mondiale Rossano Ercolini, responsabile del Progetto “Passi Concreti verso Rifiuti Zero” e presidente dell’Associazione “Diritto al Futuro”, vincitore nel 2013 del Premio Goldman Enviromental Prize, prestigioso riconoscimento conferitogli dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama per i suoi meriti nella salvaguardia dell’ambiente.

Gli incontri avranno inizio alle 16:30 al Comune di Massa Lubrense, per poi proseguire alle 17:30 all’Hotel Conca Park di Sorrento (primo albergo Zero Waste in Italia) e alle 18:30 presso il Comune di Piano di Sorrento. Ultimo appuntamento alle 19:30 al Lido Marinella della spiaggia di Alimuri a Meta, per la presentazione dei primi lidi balneari che in Italia hanno adottato la strategia “Zero Waste”. Insomma una bella occasione per ammirare il tramonto sulla spiaggia e per riflettere su come i rifiuti da problema possono trasformarsi in una grande opportunità da sfruttare a 360 gradi.

L’iniziativa è organizzata da Antonino Esposito, ideatore della progetto “Hotel e Ristoranti Rifiuti Zero” che quest’anno coinvolge anche agli stabilimenti balneari grazie all’adesione del Consorzio “Terra del Mare” che riunisce sei operatori di Meta. Si tratta di una strategia finalizzata ad affermare con sempre maggiore efficacia il Turismo Sostenibile affinché assuma una dimensione sempre più consistente in penisola sorrentina, attuando così una politica dell’ospitalità sottratta alle logiche della globalizzazione e degli standard asettici di una sopravvalutata “qualità” per privilegiare invece una cultura dell’accoglienza, sensibile a soddisfare i bisogni più genuini e rispettosi del territorio quale bene primario su cui costruire e sviluppare qualsiasi politica turistica.