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Recovery Fund. Le associazioni: Poche risorse per il turismo

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Ieri è stato comunicato che sulla bozza del Recovery Fund (sulla quale non c’è ancora il via libera del Consiglio dei ministri) ammontano a 196 miliardi le risorse che il governo metterà per le sei macro-aree del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. In questa ripartizione per il binomio Turismo-Cultura sono stati destinati 3 miliardi di euro.

“Una decisione che darebbe un colpo mortale al turismo – interviene il presidente di Atex Campania Sergio Fedele -. Questo settore doveva a nostro avviso essere uno degli asset principali cui distribuire i Recovery Fund. Non è stato così e soprattutto sono stati destinati solo 3 miliardi (insieme alla cultura), un importo con cui si dovrebbe fronteggiare la strategia di assistenza e ripartenza di cui il settore ha necessità assoluta.

Un importo ridicolo per le oggettive esigenze del turismo. Il nostro turismo è in agonia. Senza risorse non potrà resistere né ripartire. Tutti sappiamo che le risorse per il turismo non possono venire dai Comuni o dalle Regioni.
Perdere l’occasione dei Recovery Fund significa spazzare via il turismo e soprattutto località che vivono esclusivamente di turismo.

Se si pensa di dare briciole o misure come il bonus vacanze, il nostro turismo non riuscirà a resistere e a ripartire. Occorre una mobilitazione di tutte le persone che hanno un minimo di buon senso e di tutti coloro che operano nel settore.

Per questo Atex ha rivolto un appello a rappresentanti istituzionali nazionali, regionali, ai sindaci dei Comuni della penisola sorrentina e dell’isola di Capri, agli assessori al Turismo, al presidente della Camera di Commercio, ad altre associazioni e ai media affinché arrivi al governo una voce forte dai nostri territori per cambiare la ripartizione dei Ricovery Fund”.

Sulla questione interviene anche Federalberghi italiana attraverso il presidente Bernabò Bocca.

“L’unica cosa che condividiamo del documento esaminato ieri in Consiglio dei ministri è la parola bozza – interviene il numero uno degli albergatori italiani -. Al turismo, settore più colpito della pandemia, che vale più del 13% del Pil e a parole viene definito strategico per lo sviluppo del Paese, viene dedicata scarsa attenzione, con una dotazione finanziaria esigua (3,1 miliardi di euro per cultura e turismo, pari all’1,6% dei 196 miliardi previsti dal piano), per di più orientata quasi unicamente ai grandi attrattori turistico culturali.

Chiediamo che il Piano venga integrato con urgenza, prevedendo una linea di intervento volta a sostenere la riqualificazione dell’intero sistema d’offerta turistica. Se il governo non ha idee, chiami le imprese al tavolo e le proposte non mancheranno.

Invitiamo il governo a non essere timido. Scriva esplicitamente nel piano che le risorse destinate all’efficientamento dell’edilizia privata sono destinate anche alla riqualificazione degli immobili produttivi”.