Rapina alla Deutsche Bank: il bottino è di 20mila euro

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SORRENTO. Ammonta a circa 20mila euro il bottino della rapina ai danni della Deutsche Bank di piazza Lauro.

Per quanto riguarda le modalità con le quali è stato messo a segno il colpo, tutto lascia intendere che si tratti di professionisti. I due delinquenti che sono entrati in banca avevano il volto scoperto, segno che non rischiavano di essere riconosciuti dal personale. Sono anche riusciti ad eludere il metal detector collegato alle porte, il quale non ha fatto scattare l’allarme. Una volta all’interno si sono mostrati freddi e compassati, intimando agli impiegati di raccogliere i contanti per poi metterli in una borsa, senza alimentare scene di panico.

Quando tutti i soldi sono stati raccolti, hanno costretto i dipendenti della filiale, una decina di persone, insieme all’unico cliente presente, ad entrare nel caveau, che è stato bloccato dall’esterno. Il tutto è avvenuto nel giro di pochi minuti. Fuori probabilmente li attendeva un complice che faceva da palo. I malviventi sono poi riusciti a far perdere le loro tracce senza essere intercettati dalle forze dell’ordine che, nel frattempo – dopo l’allarme lanciato dalle guardie giurate del blindato che erano giunti per raccogliere i valori della banca -, hanno dato vita ad un’intensa caccia all’uomo, predisponendo posti di blocco lungo tutte le vie di fuga dalla penisola sorrentina.

Le indagini sull’episodio criminoso sono affidate ai carabinieri della compagnia di Sorrento, guidati dal capitano Leonardo Colasuonno. I militari sperano di cogliere qualche utile indizio visionando le riprese delle telecamere di videosorveglianza della banca, delle attività vicine e del Comune. Nel caso le immagini mostrino i volti dei rapinatori, si potrebbe riuscire ad identificarli se fossero schedati. Allo stesso tempo si tenta di identificare l’auto usata dai criminali per allontanarsi da piazza Lauro e, magari, di individuarne il numero di targa. Gli uomini del capitano Colasuonno hanno anche interrogato gli addetti allo sportello ed il cliente che si trovava in banca. Dalle testimonianze raccolte è certo che i delinquenti fossero italiani, mentre l’accento lascerebbe intendere l’origine campana. Le indagini, comunque, proseguono a tutto campo.

Dopo l’episodio verificatosi questa mattina, gli abitanti della penisola sorrentina temono che nella zona sia in corso una vera e propria escalation criminale. Solo la settimana scorsa era stata derubata la tabaccheria di viale Filangieri, a Massa Lubrense, per un bottino di circa 40mila euro. L’ultimo caso di rapina in banca, invece, risale al settembre del 2010. In quel caso un rapinatore solitario, armato di taglierino, portò via 15mila euro dalla filiale del Banco di Napoli di Meta. L’uomo poi si allontanò a bordo di una bicicletta. Gli autori della rapina di oggi, invece, sono senz’altro professionisti, uomini armati e ben organizzati, che hanno agito solo dopo aver ben pianificato il colpo. E questo provoca un maggiore allarmismo tra la popolazione.

Preoccupazioni fatte proprie dal sindaco Giuseppe Cuomo, il quale ha chiesto al prefetto di Napoli di convocare il prima possibile il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. “L’episodio verificatosi oggi è motivo di grave preoccupazione per l’amministrazione comunale, per gli imprenditori e per l’ intera comunità locale – ha dichiarato il primo cittadino di Sorrento -. La nostra realtà, infatti, non può permettersi di tollerare, nemmeno in ipotesi, il reiterarsi di un tal genere di episodi criminosi. Ciò non solo per il mantenimento di livelli minimi di sicurezza, ma anche perché uno scadimento d’immagine del nostro territorio può procurare negative ripercussioni in ambito turistico”.

“Pur fermamente convinto del fatto che gli esponenti delle forze dell’ordine siano sistematicamente impegnati in attività di contrasto ad ogni espressione malavitosa, ritengo che si debba intervenire per frenare un fenomeno che, laddove dovessero registrarsi degenerazioni, porterebbe ad un inaccettabile situazione di degrado – ha aggiunto il primo cittadino – Per questa ragione ho chiesto al Prefetto di Napoli una riunione urgente del Comitato Provinciale dell’Ordine e Sicurezza Pubblica con la partecipazione dei sindaci dei Comuni della penisola sorrentina per approfondire l’accaduto e per discutere di ogni eventuale ed utile iniziativa da intraprendere al fine di porre in essere proficue attività di contrasto”.