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Protesta per l’aggressione al capotreno Eav, da oggi partenze in ritardo di 10 minuti

Circum11

“Ieri nel nostro appello/comunicato lamentavamo dell’assenza di iniziative concrete, sia aziendali che delle forze dell’ordine, per tutelare l’incolumità fisica di chi lavora ed usa i mezzi di trasporto e proprio ieri un capotreno è stato aggredito”. Lo riporta una nota del sindacato Orsa.

Il riferimento è all’aggressione subita da un capotreno per aver avvicinato un uomo con l’intento di chiedergli di indossare la mascherina e, soprattutto, di smettere di fumare mentre era a bordo di un convoglio occupato anche da molti turisti. Al dipendente Eav per tutta risposta è arrivata una violenta testata sul volto.

“È un episodio gravissimo perché è il sintomo di un male che azienda e istituzioni stanno sottovalutando, facendo finta di voler credere (e far credere) che le telecamere sui treni, sui bus e nelle stazioni siano un deterrente contro eventi criminosi”, tuonano dall’Orsa.

“In un epoca in cui le immagini sono tutto – si legge ancora nella nota – da una dirigenza che ha fatto, proprio dell’immagine, dell’apparenza (e non della sostanza) la propria ragion d’essere, che ha occupato tutti i mezzi di informazione con selfie e comunicati privi di reali e concreti contenuti non ci meraviglia, ma purtroppo non ci sorprende neanche l’assenza di carabinieri e polizia sui treni e sui bus.

Solo qualche mese fa avevamo tutto il territorio presidiato in modo capillare dalle forze dell’ordine e finanche dall’esercito, dovevamo persino dimostrare il perché ci stavamo recando al lavoro, oggi invece i lavoratori dei trasporti hanno timore di andare al lavoro perché non sanno quando e come potranno ritornare a casa.

Da oggi quindi, per sottolineare il ritardo con cui si affronta il problema della sicurezza dei trasporti e sui mezzi di trasporto, per portare la solidarietà al lavoratore aggredito, i treni della Circumvesuviana partiranno dai capilinea con 10 minuti di ritardo.

Un ritardo che dovrebbe pesare innanzitutto sulla coscienza di chi, chiamato a dirigere un’azienda di trasporto deve essere presente anche sui luoghi di lavoro per capire i reali problemi che ci sono e per trovare il modo di risolverli, invece di invadere stampa e social di comunicati, interviste senza contraddittorio, foto, e selfie che nulla hanno a che fare con la “dura” realtà che chi viaggia su treni e bus ogni giorno è costretto a subire”.