Oggi l’autopsia sul corpo di Giosuè Sorrentino

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Prende sempre più corpo l’ipotesi che a provocare il taglio alla gola di Giosuè Sorrentino sia stata la lama della fresa trovata accanto al cadavere. La certezza dovrebbe arrivare con l’autopsia in programma oggi e che sarà eseguita dal medico legale incaricato dalla Procura di Venezia di accertare le cause del decesso dell’ufficiale d’ispezione campano di 35 anni trovato senza vita domenica mattina, verso le 8:30, a bordo della Bianca Amoretti su cui era imbarcato come motorista, in rada a Malamocco, nella laguna di Venezia.

Intanto le indagini della squadra mobile proseguono. Completati i rilievi scientifici e ascoltati i venti componenti dell’equipaggio, alcuni dei quali stranieri, sono stati posti sotto sequestro la sala macchine, dove si è consumata la tragedia, e la cabina in uso a Sorrentino.

Da quanto emerso dalle deposizioni di superiori e marittimi, la vittima, dal carattere introverso e riservato era benvoluta da tutti e apprezzata per le doti umane e professionali. Non è stata riscontrata, inoltre, alcuna traccia di screzi che possa far pensare ad un omicidio. Dalla lettura del suo diario, invece, risulta che nell’ultimo periodo era piuttosto triste e depresso per motivi personali. Inoltre né venerdì né sabato si era recato a cena con i colleghi, preferendo stare da solo e tornando presto nella sua cabina.

Ieri papà Antonino e mamma Giuseppina sono arrivati a Venezia per il riconoscimento della salma: distrutti dal dolore hanno continuato a ripetere che è impossibile che il figlio possa essersi suicidato. Dello stesso avviso anche i parenti ed i conoscenti del giovane rimasti a Sant’Agnello e che ora attendono l’arrivo della salma per l’ultimo saluto a Giosi, come lo chiamavano gli amici.