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Nuovo progetto per l’autorimessa di vico Rota, arrivano i primi no

Boxlandia

SORRENTO. Si passa da 252 a 46 box ai quali si aggiungono 42 posti auto a rotazione. C’è, poi, la copertura che diventa un’area verde. Si tratta della bozza del nuovo progetto presentato dalla società Edilgreen per il giardino in vico III Rota. Giuseppe Langellotto, numero uno della società, ha chiesto al Comune la convocazione di una conferenza dei servizi tesa ad ottenere il via libera alla costruzione di un’autorimessa a rotazione su tre livelli proprio dove si trova il terreno – che prima dell’avvio dei lavori era un agrumeto – finito a suo tempo nel mirino del Tribunale di Torre Annunziata.

Langellotto è uno dei quattro che, a gennaio 2016, furono condannati a un anno e otto mesi di carcere per falso e abuso d’ufficio. Con lui l’ex assessore provinciale di Salerno Adriano Bellacosa, proprietario del fondo in vico III Rota, Lucio Grande e Dario Perasole, i commissari che nel 2010 autorizzarono l’opera. Secondo i giudici quel permesso a costruire era irregolare perché non conforme alla normativa urbanistica.

A un anno dalla sentenza Langellotto decide di riprovarci ridimensionando il progetto originario: i box privati scendono da 252 a 46, spuntano 42 posti auto a uso pubblico e sulla copertura del parcheggio si prevede un giardino pensile. Lavori che, secondo i tecnici della Edilgreen, sarebbero conformi al Piano urbanistico comunale ed al regolamento edilizio.

Contro questa ipotesi, però, arriva subito l’altolà degli ambientalisti: “Se il progetto prevede ancora box pertinenziali è improbabile che superi le verifiche del caso”, fa sapere il leader del Wwf Terre del Tirreno, Claudio d’Esposito. Secco no anche da Renato Antonetti che, negli ultimi mesi, ha chiesto al Comune di espropriare il giardino in vico III Rota e di destinarlo a parco pubblico: “Possono scrivere e sognare autorimesse, ma farò di tutto perché ciò non avvenga”.