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Lavoratori del turismo e dell’indotto in piazza a Pompei

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Dagli imprenditori che gestiscono le strutture ricettive ai lavoratori stagionali, dagli chef stellati agli operatori del trasporto turistico, dalle guide all’indotto. Sono le categorie che si sono date appuntamento questa mattina a Pompei per una manifestazione organizzata allo scopo di rappresentare il disagio di un comparto, quello del turismo, che in Campania, fino a due anni fa, è stato uno degli elementi trainanti dell’economia regionale.

Oggi gli addetti del settore dell’accoglienza delle principali 5 località turistiche della Campania (Pompei, Amalfi, Capri, Ischia e Sorrento) hanno voluto fare sentire la loro voce. L’hanno fatto con un presidio tenutosi sotto la sede del Comune di Pompei, a ridosso del santuario della città mariana, per spiegare che la ”filiera turistica scende in pizza per il sostegno alle famiglie, la dignità dei lavoratori di tutto il comparto e del trasporto turistico” con l’obiettivo di arrivare ad una ”ripartenza in sicurezza”.

”Salviamo la stagione, che nessuno resti indietro” il messaggio contenuto in un volantino che ha portato a Pompei una rappresentanza di operatori del settore turistico delle cinque città della Campania: ripartenza sicura, certezza sui ristori e campagna vaccinale gli argomenti principali. Tanti gli striscioni preparati per l’occasione dai manifestanti.

Di seguito pubblichiamo anche la lettera che l’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, ha inviato a Rosario Fiorentino, uno dei promotori la manifestazione di oggi, per manifestare il proprio sostegno ai lavoratori del comparto.

Gentile Sig. ROSARIO FIORENTINO
Coordinamento “Rilancio del Turismo”
Città di Pompei, Sorrento, Amalfi, Capri e Ischia​

Ciò che chiedete e che vi porta a esprimere pubblicamente queste vere e proprie esigenze, non può che trovare l’ascolto più attento e responsabile non solo da parte delle autorità di governo centrale e locale, ma di tutta un’opinione pubblica che, certo, non può assistere senza lasciarsi interpellare dalla legittimità e dalla fondatezza delle vostre composte rivendicazioni.

Come potrebbe allora non essere al vostro fianco la Chiesa? E la Chiesa di Pompei, poi, che dalla solidarietà e dalla carità è stata costituita e che è chiamata a rendere ragione, nelle diverse stagioni della storia, dell’attualità e della vitalità di questa sua vocazione. La Chiesa della Beata Vergine del Rosario vive e opera nel cuore della “Nuova Pompei”, nella città della fede di Bartolo Longo; e mai potrà, questa Chiesa, che al suo interno, come anima di un corpo vivo, custodisce il complesso delle Opere sociali, voltare le spalle a chi chiede solidarietà e giustizia, mostrando di avere a cuore il progresso e lo sviluppo della comunità.

Sappiamo bene che le conseguenze della pandemia non si fanno scrupolo delle rette intenzioni di persone e gruppi sociali protesi verso gli obiettivi del bene comune. Ancor meglio sappiamo come proprio attraverso l’indebolimento di un settore come quello turistico si va incontro a una crisi diffusa e organica dell’intero sistema economico delle nostre zone. È ciò che la Chiesa di Pompei, da sempre attenta alle necessità del territorio, vuole scongiurare.

È significativo il richiamo che voi fate alla ricorrenza di San Giuseppe, patrono dei lavoratori, in onore del quale il Papa, con la Lettera “Patris corde”, ha indetto uno speciale anno di celebrazione. Il dramma della pandemia richiama, in modo naturale, un più costante ricorso a una dimensione spirituale e quindi alla preghiera. Essa va peraltro ad inserirsi nel clima così intenso del mese di maggio, che è tutto dedicato a Maria – con il momento centrale della Supplica di sabato 8 maggio – e che quest’anno assume un profondo valore simbolico.

I segni di un più intenso ritorno alla vita spirituale “in presenza”, con il popolo dei pellegrini che, sperabilmente, pur nel rispetto delle regole ancora in vigore, potrà tornare a ricomporsi e a restituire alla Nuova Pompei il clima ordinario di città della fede, sono già evidenti. Non ho dubbi che anche il vostro settore, così fortemente inserito nella vita della nostra comunità, li consideri come la prima e più espressiva evidenza di una ripresa, anzi di una rinascita che è nel cuore e nei voti di tutti. È in questa luce che la città di Bartolo Longo si appresta a vivere il mese mariano.

Affido alla protezione e all’intercessione della Beata Vergine del Rosario le Sue intenzioni e quelle di tutti gli operatori del turismo del nostro territorio, mentre auspico ogni bene e porgo cordiali saluti.

Tommaso Caputo
Arcivescovo Prelato di Pompei