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Il Viminale corregge il ministro Gelmini: No al ristorante fino alle 22

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Essere ancora seduti a tavola nei ristoranti alle ore 22 non sarà possibile. Lo chiarisce il Viminale. Il caso si è innescato da una dichiarazione del ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini in una intervista al Messaggero che aveva detto: “Chi va al ristorante può stare seduto fino alle 22 e poi tornare a casa senza rischio di incorrere in sanzioni”.

Dopo qualche ora dal ministero dell’Interno è partita la circolare inviata a prefetti e questori da Bruno Frattasi, capo di gabinetto del ministro Lamorgese, nella quale vengono precisati i termini per l’applicazione delle nuove norme e tra questi viene ribadito il coprifuoco alle 22. “Il decreto legge in vigore dal 26 aprile ha confermato la permanenza del limite orario per gli spostamenti tra le 22 e le “», si ribadisce.

Dal Viminale, però, fanno sapere che ci sarà un minimo di tolleranza. È evidente, si fa sapere, che se le persone controllate si troveranno nei pressi dell’abitazione un quarto d’ora dopo il coprifuoco, è facile immaginare comprensione da parte delle forze dell’ordine. Ben diverso sarà se un gruppo di persone si trovi in un ristorante alle 22 o dopo, abitando lontano dal luogo dove ha cenato. Anche perché nella stessa circolare viene ribadito quanto debbano essere accurati i controlli nei luoghi della movida e all’uscita dei locali.

Sulla questione è intervenuto anche ill sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia. “Sono tra quelli che auspicavano il coprifuoco alle 23 – ha spiegato – ma la cabina di regia, dove siedono i rappresentanti di tutti i partiti, ha deciso per le 22. La legge e la circolare del Viminale è chiara e prevede il ritorno a casa alle 22 anche per chi cena all’aperto. Evitiamo pertanto interpretazioni personali che possano ingenerare confusione tra i cittadini e mettere in difficoltà le forze dell’ordine. Se c’è qualcosa da dire sugli aspetti di sicurezza – aggiunge Sibilia – non è il caso lo faccia il ministro degli Affari regionali. In Italia l’unica voce credibile e autorità competente in questo senso è quella del ministro dell’Interno”.