Il cantiere Aprea Mare si rilancia

gozzosorrentino

Non espone a Genova, ma è stato a Cannes ed è vivo e vegeto, forte d’una storia lunga 160 anni e di ambiziosissimi piani di rilancio. Si tratta di Aprea Mare, cantiere erede di una dinastia nata con i maestri d’ascia sorrentini e approdato poi nel polo nautico di Torre Annunziata, transitato nel Gruppo Ferretti e, dal 2010, tornato “in famiglia”, nelle mani di Cataldo Aprea e di suo figlio Giovanni, ultimi esponenti di una tradizione che risale al 1849.

Dato per spacciato, causa il perdurare della crisi che dal 2009 ha messo tante aziende in ginocchio, il cantiere dei mitici gozzi sorrentini (ma non solo) è in grande spolvero grazie ad una operazione di salvataggio compiuta entrando in “Cose Belle d’Italia”, società controllata da Europa Investimenti, gruppo finanziario con sede a Milano specializzato nel rilevare eccellenze del made in Italy in difficoltà.

“Non facciamo mai operazioni ostili – dice il presidente Stefano Vegni – piuttosto, come è avvenuto per Aprea, e dal 2014 per Vismara, andiamo incontro a operatori credibili, trovatisi in difficoltà per motivi estranei alla loro capacità imprenditoriale. Li mettiamo in condizione di ripartire, rispettando le loro competenze, le loro idee, il know-how aziendale. Tanto è vero che Cataldo Aprea resterà a capo della sua azienda. Insieme potremo concordare strategie di marketing e sinergie con Vismara per abbattere i costi di produzione”.

“L’operazione – osserva Cataldo Aprea – è interessante, fa bene al made in Italy nel suo complesso. Diverso sarebbe stato vendere ai cinesi o cedere alle proposte arrivate dal Vietnam. Così salvaguardiamo una eccellenza del nostro Paese”. Il piano non prevede solo il salvataggio delle linee Aprea Mare e Maestro ma anche investimenti sul futuro, a colpi di innovazione. “Presenteremo il Maestro 82 in versione semidislocante e con propulsione ibrida – conclude Aprea – più in là vorremmo varare una interpretazione innovativa della barca classica, non un gozzo ma qualcosa di diverso, che possa incontrare anche il gusto degli americani”.