Gennaro Esposito nella giuria di Junior Masterchef

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“La spontaneità e l’intelligenza senza schemi, caratteristiche proprie dei bambini, possono essere un formidabile strumento al servizio della creatività in cucina”. La pensa così Gennaro Esposito, patron della Torre del Saracino, il ristorante con due stelle Michelin alla Marina d’Aequa di Vico Equense, da qualche giorno alle prese con le registrazioni della terza edizione di Junior Masterchef nella quale affiancherà in qualità di giurato i colleghi Bruno Barbieri ed Alessandro Borghese.

Finalmente anche un cuoco del Sud entra nell’Olimpo gastronomico televisivo in pianta stabile. Ma Gennaro Esposito non ha deciso a cuor leggero di affrontare la nuova avventura. La presenza dei bambini in tv, infatti, se da un lato può essere stimolante ed educativa, al contempo può prestarsi anche a strumentalizzazioni. “Il rischio c’è e questo è il motivo per il quale ho riflettuto a lungo sulla mia partecipazione. Poi ho fatto una serie di considerazioni che mi hanno convinto definitivamente. In tutti i campi, dallo sport alla musica, è normale che i bambini si cimentino seguendo le proprie attitudini. Perché con la cucina non dovrebbe essere così? L’importante è che fin dall’inizio si faccia capire ai più giovani che anche in questo mestiere ci sono delle regole che vanno seguite, sia sul versante dell’organizzazione del lavoro che per quanto attiene alle tecniche di preparazione”.

La trasmissione ha anche un ruolo importante nell’educazione alimentare dei più piccoli. “Dal mio punto di vista il sapere mangiare bene, in quantità e in qualità, dovrebbe essere in presupposto di ogni programma che si occupa di alimentazione in televisione. E questo, naturalmente, è il senso della mia partecipazione a Junior Masterchef. Sono convinto, infatti, che oggi più di ieri la questione della corretta alimentazione sia il presupposto, oltre che dell’educazione al gusto, anche della qualità della vita da adulti delle nuove generazioni. Studi approfonditi hanno dimostrato che quello che si mangia nei primissimi anni, non solo determina le preferenze a tavola, ma incide sul metabolismo che ciascuno di noi avrà per tutta la vita”.