Depuratore Punta Gradelle, la Regione pronta a nuovi investimenti

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VICO EQUENSE. Ieri pomeriggio in Regione si è tenuto un summit per pianificare il completamento delle opere del depuratore di Punta Gradelle, impianto che raccoglie i reflui prodotti in costiera sorrentina, da Vico Equense a Sorrento. All’incontro, promosso dall’assessore regionale all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, hanno partecipato il sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore, con gli assessori ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, Gennaro Cinque e Angelo Castellano, l’architetto Catello Arpino e l’ingegnere Giovanna Capuozzo, dell’ufficio tecnico comunale ed il presidente della Gori, Michele Di Natale.

Il vertice si è reso necessario per fare il punto sugli interventi per la separazione delle acque bianche e nere. Sul tavolo le criticità di carattere ambientale, igienico sanitario e di pubblica sicurezza, esposte dall’amministrazione comunale del sindaco Buonocore. Tra queste, l’adeguamento dell’emissario della rete fognaria di Vico Equense, la canalizzazione delle acque ora convogliate nell’impluvio naturale che sfocia proprio sul piazzale antistante l’impianto di depurazione, la costruzione di una condotta sottomarina per l’allontanamento dalla costa delle acque reflue in caso di portate superiori a cinque volte quella media.

In discussione anche l’adeguamento della strada di servizio al depuratore. L’impianto di Punta Gradelle, infatti, è stato realizzato con un progetto del 1996, appaltato nel 2006, per una popolazione complessiva di circa 140mila abitanti, un’opera considerata strategica per la pulizia delle acque marine dell’intera costiera sorrentina. In quest’ottica, la Regione è pronta a reperire i fondi necessari per risolvere in tempi brevi i problemi sollevati dal Comune di Vico Equense.

Le acque reflue vengono trattate nell’impianto di Punta Gradelle mediante un processo biologico che passa per un complesso sistema di mebrane, quaranta in tutto. Inoltre, grazie ad un sistema di grigliatura grossolana e fine è possibile filtrare il materiale solido: in tal modo si trattengono ben sedici quintali di materiale al giorno, che prima dell’entrata in funzione del depuratore si riversavano a mare. I fanghi essiccati, prodotti dal processo di depurazione vengono quindi dismessi e coerentemente smaltiti.