Da gennaio le demolizioni degli abusi, priorità alla penisola sorrentina

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Cambia tutto in materia di abusivismo edilizio e dal primo gennaio si fa sul serio grazie alle regole che si sono dati i magistrati. Per gli ecomostri, come per edifici innalzati in zone di rilievo paesaggistico ed immobili sorti in aree demaniali il conto alla rovescia è già iniziato.

Il 10 dicembre scorso il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Luigi Riello, ha firmato un protocollo d’intesa con i sette procuratori della Repubblica del distretto giudiziario partenopeo che, di fatto, darà concreta esecuzione alle demolizioni degli abusi decretate con sentenza definitiva. Un provvedimento rivoluzionario che finalmente mette nero su bianco in una materia che da tempo attende di essere regolamentata da una normativa efficace e che – di fatto – riesce a superare anche lo stallo determinato da un dibattito politico che per mesi ha coinvolto le maggioranze e le opposizioni in consiglio regionale.

Regole chiare e precise, dunque. Ispirate – come si legge in premessa nel documento sottoscritto dal “Gruppo di lavoro distrettuale demolizioni manufatti abusivi” – a criteri di giustizia, ragionevolezza ed equità sociale. Il gruppo di lavoro che ha prodotto il protocollo è composto (oltre naturalmente al Pg Riello, che lo presiede) dal procuratore Paolo Mancuso (Nola), dai sostituti della Procura Generale Ugo Ricciardi e Salvatore Sbrizzi; dai pm Alberto Cannavale (Napoli), Fabio Massimo Del Mauro (Avellino), Donatella Palumbo (Benevento), Giuliana Giuliano (Santa Maria Capua Vetere), e dai procuratori aggiunti Carmine Renzulli (Napoli Nord) e Pierpaolo Filippelli (Torre Annunziata).

Ed eccoli, i criteri che a partire dal primo gennaio 2016 sovrintenderanno alla regolazione degli abbattimenti. L’antiabusiviso dà scacco matto in sette mosse. Al primo punto ci sono gli “immobili che, per condizioni strutturali, caratteristiche o modalità ostruttive costituiscano un pericolo già accertato, anche se non urgente, per l’incolumità pubblica e privata”. Secondo: “Immobili di rilevante impatto ambientale o costruiti su aree demaniali o in zone soggette a vincolo ambientale e paesaggistico o idrogeologico, archeologico ovvero caratterizzate da elevato e persistente rischio sismico” (fattispecie nella quale rientra il territorio della penisola sorrentina). Terzo: “Immobili anche abusivamente occupati, nella accertata disponibilità – diretta o indiretta (anche per interposta persona) – di soggetti appartenenti a organizzazioni camorristiche”. Quarto punto: “Immobili in costruzione o allo stato grezzo, o non ultimati, o non stabilmente abitati (seconde case, case di vacanza eccetera) ovvero facenti parte di aree anche oggetto di lottizzazione abusiva”. Quinto: “Immobili adibiti ad attività imprenditoriali o speculative”. Sesto: “Immobili anche adibiti ad abitazione di superficie superiore agli 80-100 metri quadri”. Settimo punto: “Tutti gli altri immobili che non rientrano nei precedenti criteri”.

Per tutte queste tipologie, e in presenza di sentenze definitive, si procederà con gli abbattimenti seguendo il criterio cronologico. Il protocollo stabilisce anche la costituzione di un gruppo di lavoro permanente composto da magistrati della Procura Generale e delle sette Procure del distretto giudiziario napoletano che opererà per la previsione di un albo dei consulenti tecnici e delle ditte.

Tra i primi a commentare favorevolmente il provvedimento c’è l’avvocato Lorenzo Bruno Molinaro, esperto della materia e impegnato sul versante del suo riordino normativo. “Da tempo – afferma – nei vari ricorsi al giudice dell’esecuzione penale avevo denunciato la violazione dei princìpi di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione, risultando le iniziative finora intraprese a macchia di leopardo e slegate da ogni criterio predeterminato. Il provvedimento del Pg rende giustizia, evita future discriminazioni e finalmente supplisce al vuoto della politica”.

Ma che ne pensano i sindaci? Per il primo cittadino di Gragnano, Alberto Vitale, quello di Riello “è un provvedimento importante che cancella le iniziative demolitorie a macchia di leopardo e che potrà garantire che si evitino future discriminazioni”. Positivo anche il giudizio di Domenico Peccerillo, sindaco di Casola di Napoli: “I criteri utilizzati per gli abbattimenti metteranno fine ad una sorta di roulette russa che ha già mietuto troppe vittime in provincia, con migliaia di demolizioni di prime case eseguite a caso”. Infine Michelangelo Scannapieco, del Comitato “Diritto alla casa”: «Sono anni che ci battiamo per l’adozione dei criteri sul modello del “protocollo Siracusa” già utilizzato in Sicilia. Siamo felicissimi per la saggia decisione della Procura, perché intravediamo finalmente un raggio di sole, che supplisce al vuoto della politica”.

In penisola sorrentina, invece, si può tranquillamente scommettere che il provvedimento delle Procure getterà nel panico molte persone.