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Coronavirus: Le strutture extralberghiere della costiera sorrentino-amalfitana e di Capri chiedono il sostegno del Governo

SorrentopiazzaTasso

L’emergenza Coronavirus sta stringendo l’Italia in una morsa. E se il Nord deve fare i conti con il numero sempre crescente di contagi e vittime, al Sud, mentre si teme l’arrivo del Covid-19, ci si preoccupa anche delle ricadute economiche. Le preoccupazioni maggiori si avvertono nel settore turistico dove si denotano i primi segnali di una stagione particolarmente difficile. Per questo si chiede il sostegno del Governo al settore.

Di seguito la nota diffusa da Sergio Fedele, presidente Associazione Turismo Extralberghiero della Penisola Sorrentina, della Costiera Amalfitana e dell’isola di Capri:

Condividiamo le preoccupazioni della Confesercenti sulla emergenza Coronavirus con il rischio di 60mila posti di lavoro ed una perdita di circa 3,9 miliardi di euro di consumi. Si potrebbe verificare una conseguenza pesante sul tessuto imprenditoriale con la chiusura di circa 15mila piccole imprese in tutti i settori, dalla ristorazione alla ricettività, passando per il settore distributivo ed i servizi.

La situazione è particolarmente grave nel turismo: il comparto è già travolto da un’ondata di disdette. Oramai siamo alla vigilia della stagione primaverile che vale il 30% del fatturato annuo e la situazione al momento appare compromessa.

Il settore Extralberghiero che rappresentiamo corre il rischio di essere spazzato via in questo scenario. È fondamentale che oggi al tavolo del ministero dello Sviluppo Economico venga recepito l’appello di questo settore. Purtroppo a livello nazionale manca una voce rappresentativa del nostro settore nonostante sia oramai un pilastro del sistema ricettivo nazionale.

Dunque lanciamo un appello da Sorrento e Capri al Governo perché decida di trattare tutte le imprese turistiche come se fossero nella zona rossa, estendendo loro la sospensione dei pagamenti, dai versamenti contributivi a mutui e bollette, e pensando a forme di sostegno per imprese e lavoratori. Inoltre chiediamo di rivedere completamente il recente Piano per il Sud alla luce di questo scenario. Bisogna prepararsi inoltre a misure d’emergenza anche per ristoranti ed attività commerciali.