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Condannato il nonno orco della costiera sorrentina

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Il nonno palpeggia la nipote di 11 anni e la nonna nasconde gli abusi, entrambi condannati. Una brutta storia che scuote la penisola sorrentina. Una vicenda che si innesca dopo la separazione dei genitori della piccola con la mamma che viene arrestata per spaccio di droga ed il papà lontano da casa per lavoro perché fa il marittimo.

La bambina, che ora ha 16 anni, nel gennaio del 2015, insieme al fratellino, viene affidata ai due anziani nonni. Si trasferisce così da Giugliano a Piano di Sorrento. Dopo oltre un anno di detenzione, dal carcere la donna si accorge che qualcosa non quadra e riesce a strappare qualche parola alla figlia durante le brevi telefonate che le vengono concesse: “Il nonno mi tocca”. Dal penitenziario di Avellino parte la denuncia, con i carabinieri della stazione di Piano di Sorrento che avviano le indagini.

Da qualche settimana la bambina manifesta strani comportamenti e disturbi del sonno. Inoltre ha già confidato ai servizi sociali di Giugliano che la nuova casa le piace, ma di non gradire “gli abbracci del nonno”. Solo nel maggio del 2016 la ragazzina decide di raccontare tutto alla mamma. E così gli investigatori riescono a ricostruire la vicenda. Molto spesso, di notte, l’anziano si avvicina al letto e tocca la bimba nelle parti intime. Vari episodi che, inizialmente, la piccola decide di nascondere.

Ad un certo punto, però, si confida con la nonna, raccontando di quelle strane visite notturne, ma l’anziana sminuisce: “Non è successo niente, lascia stare”. Un comportamento che ora le costa la condanna per favoreggiamento a quattro anni di reclusione, mentre il nonno orco si vede infliggere una pena di sei anni ed otto mesi di carcere per abusi sessuali su minorenne. Assolto il papà, anche lui inizialmente accusato di favoreggiamento, che è riuscito a dimostrare di non sapere nulla, come ha sempre sostenuto anche durante le indagini.