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Chiusa la conferenza dei servizi, niente nuovo porto a Massa Lubrense

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MASSA LUBRENSE. Il responsabile del servizio Lavori pubblici del Comune, Antonio Provvisiero, ha emanato la determina che conclude la conferenza dei servizi convocata a dicembre 2016 per valutare il possibile ok ai lavori per il restyling del porto di Marina della Lobra. Il risultato? Progetto bocciato e addio ad un’opera da 15 milioni di euro. Alla base del provvedimento c’è la mancata presentazione delle integrazioni del progetto da parte della società concessionaria, la Marina della Lobra srl, che avrebbe dovuto eseguire i lavori per poi ottenere la gestione dell’area per 40 anni.

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Durante le sei sedute della conferenza dei servizi la Capitaneria di Porto ha chiesto delucidazioni su piano ormeggi, modalità di sgombero delle aree occupate dagli altri concessionari, sede dell’ufficio locale marittimo, distributore di carburante e modalità di svolgimento dei lavori sulle aree demaniali. A Marina della Lobra srl sono stati chiesti chiarimenti pure sulle prescrizioni fissate dall’Autorità di bacino del Sarno, che già nel 2011 aveva bocciato il progetto, e sui numerosi rilievi mossi dalla Regione in riferimento alla valutazione di impatto ambientale.

I vertici della società concessionaria in un primo momento si sono detti pronti a presentare i documenti, poi, però, hanno deciso di non produrre alcuna integrazione visto che del contratto di project-financing stipulato col Comune nel 2010 è già stato chiesto lo scioglimento. Di qui lo stop al progetto. In più, sempre secondo l’amministrazione, l’elaborato presentato da Marina della Lobra srl non contempla un punto di sbarco del pescato e destina soltanto cinque posti barca ai pescatori artigianali e questo ha spinto gli uffici a negare il via libera ai lavori.

Dalla Marina della Lobra srl, intanto, già preannunciano un nuovo ricorso al Tar. Si tratterebbe solo dell’ennesimo capitolo di una guerra combattuta a suon di carte bollate. Lo scorso ottobre, infatti, la concessionaria ha fatto causa all’amministrazione comunale chiedendo un risarcimento di cinque milioni di euro. La risposta non si è fatta attendere e, a gennaio, è stato il Comune a rivolgersi ai giudici invocando a sua volta una riparazione di circa 15 milioni. A pronunciarsi sul contenzioso sarà il Tribunale delle imprese con la prossima udienza fissata per luglio.