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Carenze della sanità pubblica in costiera sorrentina, il ministero chiede verifiche

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Effettuare verifiche in tempi rapidi. È quanto chiede il ministero della Salute alla Regione Campania in merito alla questione del pronto soccorso dell’ospedale di Vico Equense. La nota a firma di Andrea Piccioli, direttore generale dell’ufficio per la Programmazione sanitaria del dicastero che fa capo a Giulia Grillo fa seguito alla segnalazione dell’associazione Il Pellicano. Il sodalizio guidato da Giuseppe Staiano che come referente per la penisola sorrentina del Tribunale per i Diritti del Malato da sempre si batte per assicurare la migliore assistenza sanitaria possibile in costiera, è intervenuto dopo che è stata diffusa una comunicazione del direttore sanitario degli Ospedali riuniti della penisola sorrentina, Luigi Esposito. Nella missiva si evidenziavano problemi di carenza di personale a di attrezzature che avrebbero comportato l’imminente chiusura del pronto soccorso del “De Luca e Rossano”. Eventualità esclusa con forza dai vertici dell’Asl Napoli 3-Sud.

Per chiarire la portata del problema e se effettivamente l’assistenza pubblica in penisola sorrentina fosse a rischio, i volontari de Il Pellicano hanno chiesto un intervento del ministro Grillo: “Quando accade che il direttore sanitario di entrambe le strutture ospedaliere esterni alla dirigenza aziendale (Asl Napoli 3-Sud) la propria preoccupazione perché al pronto soccorso del presidio di Vico Equense persiste l’impossibilità di poter contare sulla presenza di un cardiologo, persiste la mancanza di una Tac e quindi l’impossibilità di fare diagnosi corrette, persiste la presenza di un solo medico che magari deve pure sostituire qualche collega che per esigenze particolari è costretto ad uscire ed a lasciare i reparti di propria competenza scoperti, la cosa diventa veramente preoccupante” scrivevano da Il Pellicano al ministero.

Una situazione “tanto preoccupante da indurre lo stesso direttore sanitario a chiedere per l’ennesima volta l’intervento della dirigenza aziendale rincarato dalla necessità di dover procedere alla chiusura del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Vico Equense a partire dal 15 aprile, ovvero dall’inizio della stagione estiva, nel caso in cui per l’ennesima volta la dirigenza non provveda a sanare le reiterate carenze. Accade che la dirigenza aziendale interviene e lo fa in maniera incisiva soltanto quando la notizia della paventata chiusura del pronto soccorso trapela e affolla i giornali locali; si tratta di interventi risolutivi molto singolari la cui particolarità lascia sbigottiti, sorpresi, esterrefatti dallo stupore. Infatti, la direzione aziendale classifica false le informazioni apparse sui giornali relativamente alle carenze di personale e afferma che diramare informazioni false che generano preoccupazione nella popolazione è deleterio; per tal motivo attiverà un procedimento disciplinare contro chi ha diramato le notizie false e presenterà un esposto alla Procura della Repubblica per procurato allarme. Nel frattempo il direttore sanitario discolo e scostumato che ha richiesto un cardiologo, una Tac e personale a sufficienza viene posto in castigo con l’invio di un altro dirigente in “affiancamento”.

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“I cittadini della penisola sorrentina – scrivevano ancora da Il Pellicano al ministro – però restano seriamente preoccupati. La domanda sorge spontanea: ma noi, quando per malaugurata sorte avremo bisogno del pronto soccorso, troveremo chi ci cura adeguatamente o troveremo precarietà, errore di diagnosi, necessità di trasferimento altrove e quant’altro? Questo direttore sanitario è un visionario indisciplinato o un dirigente che si è visto sopraffatto dal senso di responsabilità derivante dalla consapevolezza di non riuscire ad offrire ai cittadini e agli innumerevoli turisti che presto arriveranno la dovuta assistenza?”.

I volontari propendono per la tesi dell’emergenza considerato che “la mancanza di un cardiologo nel pronto soccorso del pubblico ospedale di Vico Equense da anni è stata fatta presente; manca la Tac ma manca pure la possibilità di fare una semplice ecografia; sono anni che mancano la maggior parte dei primari nelle varie divisioni che lavorano in balìa dell’anarchia più totale affidate ai cosiddetti “facenti funzione”; manca del tutto il personale Oss o i cosiddetti ausiliari; sono anni che le varie carenze vengono denunciate; puntualmente si elargiscono promesse o minacce a seconda di quanto pesante sia la denuncia perché l’importante è salvare la facciata, la buccia bella e lucida di una mela all’interno bacata. Il fatto del direttore sanitario messo in castigo costituisce quanto di più grave potesse avvenire: non solo i dirigenti non denunceranno più carenze pericolose per la salute dei cittadini, ma se avranno il coraggio di farlo, comunque saranno rimossi dal loro incarico mentre i cittadini resteranno “in pericolo”.

 

Una serie di circostanze che hanno spinto a chiedere un sopralluogo al ministro Grillo. Il responsabile del dicastero della Salute del Governo Conte non arriverà, almeno per ora, in costiera sorrentina, ma i suoi più stretti collaboratori si sono attivati per chiarire la vicenda. La lettera del ministero inviata alla Direzione generale per la tutela della salute della Regione Campania evidenzia che “dal momento che le funzioni organizzative in materia sanitaria sono attribuite alle regioni, si trasmette la nota in oggetto (quella de Il Pellicano, ndr) per le opportune valutazioni, con preghiera di appurare quanto segnalato e fornire, con ogni possibile sollecitudine, riscontro allo scrivente ufficio” del ministero. Ora speriamo che le verifiche vengano effettuate e, soprattutto, che finalmente i vertici dell’Asl si decidano a rendere gli ospedali della costiera sorrentina efficienti ed in grado di accogliere ed assistere al meglio chi necessita di cure.